OWL – Owl

OWL – Owl

Informazioni
Gruppo: Owl
Anno: 2011
Etichetta: Zeitgeist
Contatti: www.zeitgeistermusic.com
Autore: Mourning

Tracklist
1. Conquering The Kingdom Of Rain (Enter Her Holy Halls)
2. Lost In Vaults Underneath The Melting Mountain Of The Saints
3. The Daimonion Of Dying Summers Looming Through The Golden Mist Of Dreams
4. Spell Of The Ignis Fatuus That Leads To The Impalpable Altar Of Beasts
5. Threnodical Ritual At The Spectral Shores Of The Eternal Sunset

DURATA: 01:05:09

OWL - Owl Un’uscita per Zeitgeister? C’è sempre aria di discone quando un album arriva da questa label, un circolo di piccoli geni che ha sfornato e continua a sfornare lavori personali, avanguardistici e insani evitando noia e inutili ripetizioni.
Nuovo progetto stessa goduria, tocca agli Owl, band che vede il solo Christian Kolf (Valborg, Island, Woburn House) coadiuvato dal batterista Patrick Schroeder (Klabautamann, ex Valborg e Centaurus-A) trasportarci all’interno del suo mondo death metal influenzato da una miriade di band (Portal, Gorguts, Morbid Angel, Nile, Dead Congregation) ma che non si limita a solcare i territori dediti alla morte, incrociando bensì quelli del fato doomico delle figure di Paradise Lost e Anathema in veste primordiale e la sorpresa inattesa è sempre lì dietro l’angolo pronta a colpire.
Il platter omonimo piazza ben oltre un’ora di musica, la metà iniziale è racchiusa in quattro capitoli dai titoli lunghissimi che potrebbero ricordare le scelte di Nile e Bal-Sagoth, le note però mostrano la ricercatezza della fase gestazionale degli Island che vengono shakerate con tutte quelle formazioni citate, aggiungete un pizzico di dissonanze e ritualismo dei Deathspell Omega e l’odio che riversano Immolation e Incantation nelle loro release e il quadro non ha più colore ma solo una macchia nera che uniformemente si espande avvolgendo, ricoprendo e soffocando ciò che le sta intorno.
Che sia poi la natura più arcigna ma dinamicamente ineccepibile di “Conquering The Kingdom Of Rain (Enter Her Holy Halls)” a esser sferrata contro, il triangolo delle Bermude intitolato “Lost In Vaults Underneath The Melting Mountain Of The Saints” dove ci si perde cadendo continuamente abbattuti da un ritmo incessantemente martellante capace di stregare o le successive “The Daimonion Of Dying Summers Looming Through The Golden Mist Of Dreams” e “Spell Of The Ignis Fatuus That Leads To The Impalpable Altar Of Beasts” assemblate con un riffato a tratti delirante nella sua complessità e scelte nel dissonare, alimentate da un drumming instabile, altalenante, difficile da assorbire ma che rappresenta l’anima tormentata che viene soggiogata dal cantato infernale di Kolf a inchiodarvi, l’artista tedesco ha comunque fatto centro.
Un po’ di righe più su accennavo a una sorpresa inattesa, come definire se non così “Threnodical Ritual At The Spectral Shores Of The Eternal Sunset”?
Questa canzone che in solitudine raccoglie metà dell’opera “Owl” è il finale che dopo una valanga nera schiantatasi contro le pareti del cervello proprio non immagini, il death metal viene messo a riposo, è l’ambient a sedersi sul trono del reggente al comando inserendo un’aura spettrale, un’atmosfera che diviene tetra al pari di un enorme spazio in cui l’unico suono percepibile è un vento gelido che a scatti ferisce la pelle mantenendo lo stato d’animo dell’ascoltatore costantemente sull’attenti.
Probabilmente avrebbe potuto minor estensione ma svolge correttamente il ruolo assegnatole dando al disco una conclusione che per grado e intensità non si discosta dal colore dominante per l’intero corso d’ascolto.
“Owl” è l’ennesimo esempio di come un circolo d’artisti ispirati, pronti a mettersi continuamente in discussione affrontando i generi che amano rimescolandoli, inserendo del proprio in ogni release che viene pubblicata riesca a spuntarla sempre e comunque producendo lavori di spessore ben al di sopra della norma, aggiungiamo un buonissimo operato dietro il mixer a cura di Armin Rave che aveva già collaborato sia con gli Island che i Klabautamann ma è conosciuto anche per le sue prestazioni offerte ad act quali Pavor e Darkened Nocturn Slaughtercult e “le jeux sont fait”.
Cosa rimane da fare? Comprare l’album, nel momento in cui ci si trova fra le mani musica che goda di vita propria e sul piatto della bilancia faccia valere il peso del valore artistico in essa contenuta, solo il possederla originale è il riconoscimento adeguato per rendere grazie a colui che l’ha composta, gli Owl se lo meritano.

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