OWLER – Embers

Gruppo: Owler
Titolo: Embers
Anno: 2018
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Embers
  2. Interlude I
  3. Unsung
  4. Interlude II
  5. Terminus
  6. Interlude III
  7. Sign
DURATA: 28:44

Mi fa sempre molto piacere scrivere degli Owler, avendo avuto la possibilità di occuparmi sia del loro EP di debutto Waves — che è stato anche il mio primissimo articolo, qui tra le fila malignae di Aristocrazia — che del successivo Soil, pubblicato appena un paio d’anni fa. Il gruppo è cresciuto e maturato moltissimo in brevissimo tempo e anche lo stile si è assestato su sonorità che ormai sembrano voler favorire in particolar modo il melodic doom, accompagnato da sfumature a volte gotiche, altre più atmosferiche. Del post-rock di Waves è rimasta però qualche traccia, non temete.

Non ho ancora avuto modo di vederli in concerto, perché in effetti non credo siano mai passati dalle parti di Helsinki, cosa che spero facciano presto: dopo un album del genere, meritano di essere applauditi dal vivo. Il nuovo disco risponde al nome di Embers e offre all’ascoltatore quattro tracce principali, inframmezzate da tre delicati e malinconici interludi strumentali. L’influenza dei connazionali Insomnium e Swallow The Sun continua a risuonare forte e chiara, soprattutto nella splendida perla “Unsung”, brano che è riuscito a conquistarmi più degli altri.

La dolcezza di “Sign” e il suo pianoforte mi trasportano più su, al nord, là dove è possibile osservare l’aurora boreale, e intendo quella intensa, spettacolarmente verde, non quella flebile e timida che di tanto in tanto si riesce a vedere qui nel sud della Finlandia. Soprattutto però lasciano spazio a quel post-rock di cui parlavo qualche rigo fa, ricco di melodie sognanti e un’intensa batteria che sembra voler spezzare questo sogno e invece riesce solo nell’intento di renderlo più vivido; tanto mi basta per posizionare questa canzone sul secondo gradino del podio. Gli intermezzi strumentali invece sono tutt’altro che un goffo tentativo di riempire minuti preziosi, anzi sono parte integrante del mondo che questo ottimo e maturo album è riuscito a mettere in piedi.

L’acqua di Waves, la terra di Soil, il fuoco di Embers: immagino che ora non ci resti che aspettare che gli Owler ci offrano la loro personalissima boccata d’aria fresca. Speriamo che arrivi presto.

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