PAGAN ALTAR – The Time Lord

 
Gruppo: Pagan Altar
Titolo: The Time Lord
Anno: 2004
Ristampa: 2012
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Cruz Del Sur Music / Shadow Kingdom Records
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TRACKLIST

  1. Highway Cavalier
  2. The Time Lord
  3. Judgement Of The Dead
  4. The Black Mass
  5. Reincarnation
DURATA: 32:14
 

Chi non conosce i Pagan Altar? Se dinanzi a questa semplice domanda tentennate, fate mea culpa e andate subito a scoprire e capire chi siano questi musicisti inglesi. Quando il movimento proto-doom muoveva i suoi primi passi, legandosi a doppio filo con la nascente e crescente N.W.O.B.H.M., la band mise in piedi la sua prima formazione. Correva il 1978 e quel periodo primordiale venne racchiuso in un ep intitolato "Time Lord", rilasciato in 12" e in formato cassetta; per una seconda ristampa si dovette attendere il 2004, curata dalla svedese I Hate Records e limitata a cinquecento sole copie esclusivamente viniliche.

Oltre a una ennesima rivitalizzazione del prodotto in quel formato da parte della Buried By Time And Dust, in questo 2012 la nostrana Cruz Del Sur ― a quanto pare in collaborazione con la statunitense Shadow Kingdom ― offre la possibilità a chi non possedesse il piatto di godersi gli early years degli Inglesi nel più compatto e maneggevole formato cd.

Trenta minuti che vedono coinvolti Alan Jones (chitarra e cori) e Terry Jones (voce), pilastri storici del gruppo inglese, con personaggi da secoli fuori scena come il chitarrista Les Moody, il bassista Glenn Robinson e i due batteristi Ivor Harper e Mark Elliot; quest'ultimo rientrato nel 2004 e nuovamente uscito nel 2007. Questi artisti completavano il nucleo nel triennio che va dal 1978 alla prima parte del 1981, quindi antecedente all'uscita ufficiale del demo d'esordio "Pagan Altar".

Ci regalano atmosfere tipicamente in bilico fra le sensazioni oscure del movimento Occult Rock e la crescita metallizzata apportata dai Black Sabbath e dai Pentagram in "The Time Lord", una prestazione primordiale a dir poco spaventosa, con "Judgement Of The Dead" che tuttora potrei inserire fra i brani più importanti e significativi dell'intera produzione doom dalla nascita a oggi. E "Reincarnation"? È una perla di melanconia che ti mette in pace con te stesso, lasciando che sia il grigiore perlaceo della solitudine a farti compagnia in apparenza; non c'è rimpianto se vi è la rinascita sperata.

Per coloro che ancora non avessero compreso la sonata, la ristampa di "The Time Lord" è un'occasione da non mancare. Per chi ancora non l'avesse fatto proprio è d'obbligo l'acquisto.

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