PAGAN BLOOD – Lord Of The Seas

PAGAN BLOOD – Lord Of The Seas

Informazioni
Gruppo: Pagan Blood
Titolo: Lord Of The Seas
Anno: 2013
Provenienza: Francia
Etichetta: Le Crépuscule Du Soir Productions
Contatti: myspace.com/579335679
Autore: Mourning

Tracklist
1. Nordic Fury (Lords Of The Seas Part.1)
2. Wind Of Eternity
3. Wotan’s Will
4. Guardian Of Fate
5. Lost Northern Island (Lords Of The Seas Part.2)
6. Helluland
7. The Ride To Valhalla

DURATA: 45:48

Dietro il progetto francese Pagan Blood si cela la figura di Julien, artista in giro da tempo, ex di Heathen Dawn e Hoarfen, in attività con un’altra creatura solista dal nome Drachenfels, che giunge al rilascio del secondo disco intitolato “Lords Of The Seas”, con quella che sembra la sua incarnazione musicale più importante, supportato dall’etichetta connazionale Le Crépuscule Du Soir Productions. L’idea dell’album che si sta per affrontare viene esplicata in maniera immediata dalla scelta delle immagini che danno vita alla grafica: i drakkar vichinghi che solcano il mare inseriti nella zona interna, i conquistatori che sbarcano a terra e la rappresentazione di Odino regalmente seduto sul trono posta nella parte posteriore confermano ciò che ritroveremo nelle note.

Il metal dei Pagan Blood è legato alle movenze e cadenze fiere e battagliere della scandinavia di autori fondamentali come Quorthon, alle melodie e prese di posizione ferree degli Amon Amarth e di motivi per ricollegare l’ispirazione dell’artista transalpino a quel preciso panorama sonoro ne troverete a bizzeffe. Vuoi per la tensione dei brani mantenuta costante e rigida in più di una circostanza forzando sul mid-tempo per irrobustirne maggiormente l’incedere, vuoi per i continui tentativi di ricamare melodie che facciano presa sull’orecchio e influenzare l’atmosfera con toni epici, Julien mette a segno un paio di colpi interessanti sia nei frangenti battaglieri che caratterizzano tracce come “Nordic Fury (Lords Of The Seas Part.1)”, “Guardian Of Fate” e “Helluland”, sia nella conclusiva e particolarmente estesa “The Ride To Valhalla”, pezzo della durata di dieci minuti, nel quale è il sound altero a farla da padrone.

“Lords Of The Seas” è un album più che discreto al quale mancano un paio di episodi “superbi” per poter eccellere, è dotato di una prestazione strumentale e di una produzione nel complesso ben più che accettabili e il viaggio a cui conduce, per quanto noto, risulterà comunque affascinante agli appassionati fruitori del genere, è quindi a loro che consiglio di ascoltare la proposta dei Pagan Blood.

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