PAINFUL EXISTENCE – Dead Lies

PAINFUL EXISTENCE – Dead Lies

 
Gruppo: Painful Existence
Titolo:  Dead Lies
Anno: 2011
Provenienza:  Germania
Etichetta: Autoprodotto
Contatti:

Non Disponibili

 
TRACKLIST

  1. Open Doors
  2. Dreadful Silence
  3. Rain
  4. World Of Hate
  5. Take What's Left
  6. Painful Existence
  7. N3xt Gen. Defender
  8. Behind You
  9. Beautiful Pain
  10. Nothing Special
  11. Untitled
DURATA: 59:34
 

Sono giovani, hanno le idee chiare e suonano uno stile che può avere dei larghi riscontri sia in positivo che in negativo. I Painful Existence si tuffano nel mare di proposte che combinano una base di matrice melodica tendente al filone death condito da ritornelli di presa, sensazioni gothic, voce femminile e qualche sprazzo d'elettronica a insaporirlo ulteriormente.

"Dead Lies" non è nulla che non si sia già sentito, una prova decisamente matura per chi si affaccia solamente adesso con termini concreti sulla scena, si può notare un songwriting solido, in alcuni frangenti anche accattivante, e che come unico chiaro difetto mostra una forma di derivazione che risulta costante, non vi sarà difficile trovare un corposo numero di nomi da accostare allo stile dei ragazzi.

È però gradevole il modo di esporsi, buoni cambi di tempo che permettono alla velocità e alle melodie di svilupparsi con una discreta varietà, l'equilibrio con cui vengono dosate all'interno dei brani le soluzioni elettroniche li rende fluidi — va tenuta in considerazione l'accoppiata "Take What's Left", "Painful Existence" — che, pur mantenendo intatto l'appeal del melodic-death più commerciale, mostra di saper virare in corsa per affondare il coltello con prepotenza utilizzando riff ridondanti adornati da intarsi melodici e un discreto lavoro di sintetizzatore, aspetti udibili specialmente all'interno della titletrack e "Dreadful Silence" davvero ben fatte.

Il discorso in fin dei conti varrebbe anche per l'apripista "Open Doors", la strumentale "N3xt Gen.Defender" e per la lunghissima "Nothing Special" con l'ultima chiamata in causa che, pur durando ben dodici minuti, risulta essere altamente fruibile, ricca di ganci e di momenti che variano dall'atmosferico, all'elettronica sino ad accostarsi al movimento ambient.

"Painful Existence" ha come punto forte il lavoro eseguito da Markus ed Erick sia nel dar vita al riffing, sia nella capacità di introdursi nei pezzi con divagazioni solistiche che allietano e diversificano la struttura dei brani, sì sono particolamente bravi i chitarristi e lo sono in altrettanto modo le due voci, quella growl-scream di Marc e quella pulita di Susi, che si ritagliano gli spazi dovuti per portare a termine il loro compito. La pecca vera è quella di proporre una gamma di soluzioni che nell'ultimo periodo sono diventate sin troppo conosciute, per non dire abusate, e questo non gioca a favore della longevità della prestazione nello stereo.

Come debutto, specialmente in quanto autoprodotto, non vi sono critiche pesanti da poter infliggere a "Dead Lies", il lato progressivo condito dalle note più dolci e malinconiche e canzoni che crescono con i passaggi nel lettore potrebbero attirare e far sì che i Painful Existence possano crearsi un proprio esiguo seguito, soprattutto se il metal dalle fattezze moderne sia il vostro pane quotidiano.

 

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