Panopticon - The Rime Of Memory | Aristocrazia Webzine

PANOPTICON – The Rime Of Memory

Gruppo: Panopticon
Titolo: The Rime Of Memory
Anno: 2023
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Bindrune Recordings
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TRACKLIST

  1. I Erindringens Høstlige Dysterhet
  2. Winter’s Ghost
  3. Cedar Skeletons
  4. An Autumn Storm
  5. Enduring the Snow Drought
  6. The Blue Against The White
DURATA: 1:15:26

La maggior parte delle band, soprattutto quelle di particolare successo nel proprio genere, seguono un pattern piuttosto preciso nella loro carriera. Un debutto interessante, secondo e terzo album in cui viene toccato l’apice di ispirazione a cui segue un lieve declino nelle uscite successive. I Panopticon del prolifico A. Lunn vanno controcorrente. La one man band dal Kentucky (e successivamente dal Minnesota) è attiva dal 2008 e continua imperterrita a sfornare album bellissimi, arrivando con Rime Of Memories al decimo capitolo di un percorso punteggiato di split ed EP.

La ricetta fondamentale resta invariata. Lunn si fa carico di tutti gli strumenti tipicamente metal e di inserti di fisarmonica, flauto e steel guitar mentre la coppia violino-violoncello viene affidata a due ospiti già presenti negli album precedenti. Diversi interpreti prestano le loro voci per alcuni controcanti, ma stavolta è presente anche un autentico coro ad accompagnare le parti più ariose.

Nonostante un impianto così collaudato, Rime Of Memories non fa mancare sorprese. L’introduzione è un breve passaggio acustico dall’inaspettato sapore pagano amplificato dal titolo norvegese, mentre il resto dell’album si compone di sei lunghe tracce di durata tra i dieci e i venti minuti, rendendo difficile l’ascolto per canzone tipico del metal. Il cantato di Lunn alterna a una maggioranza di parti in screaming altri passaggi più ringhiosi e sporadici episodi narrati, mentre la trama strumentale intreccia il cascadian black metal tipico dei Panopticon con una forte dose di atmosfere epiche e invernali. Quello che colpisce, in particolare, è un uso degli archi particolarmente malinconico, che conferisce alle parti più melodiche un suono da canzone folk slava, con una curiosa analogia ai miei concittadini Dark Lunacy quando si punta sulle influenze russe.

Rime Of Memories è un ascolto fluido che mescola perfettamente violenza e contemplazione, riducendo al minimo i salti di umore, forte anche di una produzione sempre orgogliosamente zanzarosa che però lascia a ogni strumento uno spazio ben definito. L’esperienza di fredde, distanti immagini di desolazione e morte viene perfettamente descritta anche nei testi (interessante l’idea di lasciar cantare due ospiti non di madrelingua inglese nel loro idioma natìo), le critiche al capitalismo moderno di Social Disservices e Kentucky sono lontane così come passata è forse la magia degli inizi. Nella discografia dei Panopticon potremmo però essere davanti a un picco di ispirazione dal lato puramente melodico che soddisferà di sicuro tutti gli estimatori di questa nicchia.