Paperoga - Santa | Aristocrazia Webzine

PAPEROGA – Santa

Gruppo: Paperoga
Titolo: Santa
Anno: 2021
Provenienza: Italia
Etichetta: Subsound Records
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TRACKLIST

  1. I GOT $KILL$$
  2. Arab Stellina
  3. Ear Cleaner, Pt. 1
  4. Solero 3000
  5. Farmhouse Russian Fuck
  6. Cristo
  7. Ear Cleaner, Pt. 2
  8. Agnello Marinaretto Imbizzarrito
DURATA: 18:01

Al giorno d’oggi ci sono ben pochi progetti musicali che riescono a sintetizzare in soli diciotto minuti una formidabile dose di caos, follia e ironia. Tra questi araldi del terrorismo sonoro figurano i Paperoga, figli delle ridenti colline marchigiane ed eredi di un oltranzismo musicale che trova le sue radici nel brutal prog anni ’80, che si evolve sul finire del ventesimo secolo per mano di gruppi deliranti come gli Arab On Radar, poi tenuto alto dal power duo dei Lightning Bolt. Santa è il coronamento di più di dieci anni di carriera, un percorso che dopo il disco di debutto Te Amo ha visto i Nostri nutrirsi di quell’energia misteriosa, fascinosa e marcescente, propria di tutte le scene underground regionali, per compiere un balzo importante e approdare presso la Subsound Records, che ora proietta la loro ombra grottesca su tutta la Penisola.

Considerando che ci troviamo di fronte a un duo composto da chitarra-voce e batteria-elettronica, si rimane stupiti nel notare come al di sotto di un muro sonico fatto di distorsioni, urla e ritmi schizofrenici si celi un’architettura che esalta e tiene ben distinte le sue strutture portanti. Un disco noise-hardcore che al primo ascolto distrugge ogni definizione di normalità, senza risparmiare nemmeno una sinapsi e lasciando ben poco di umanamente comprensibile, tranne forse una leggera emicrania. Dopo essersi ripresi dai postumi, non si può però ignorare l’ottima produzione e l’equilibrata mescolanza che caratterizza ogni componente sonora: la batteria rimane sempre a galla, perfettamente in bilico sopra i riff torrenziali e stagliata su uno sfondo di esplosioni elettroniche che donano profondità e ricchezza all’ascolto. Figli di un universo sorretto da regole inconsistenti e paradossali, i brani che compongono Santa sono difficili da catalogare, apparendo sia come orme simili tra loro, lasciate dalla medesima entità (che già appare in tutta la sua potenza dirompente nella traccia d’apertura), ma allo stesso tempo come manifestazioni irripetibili di eventi apocalittici via via sempre più brutali.

Non considerando le due “Ear Cleaner”, intermezzi che pongono degli argini alla mattanza sonora delle altre quattro tracce, il disco si sviluppa per quindici minuti scarsi; un quarto d’ora in cui una manciata di brani dai nomi quantomai bizzarri e tutt’altro che minacciosi quali “Arab Stellina”, “Solero 3000” e “Agnello Marinaretto Imbizzarrito” sovvertono ogni paradigma musicale, in particolare quello punk-hardcore, e lo riscrivono secondo regole deliranti ed estreme in maniera inquietante. Come l’omonimo papero, anche questo duo ama tuffarsi in avventure dove la logica e l’agire secondo le regole passano in secondo piano e a farla da padroni si stagliano il non-senso e una contagiosa follia.