PATHS OF PRAKRITI – Axis Mundi

PATHS OF PRAKRITI – Axis Mundi

Informazioni
Gruppo: Paths Of Prakriti
Titolo: Axis Mundi
Anno: 2011
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Merlin Nose Records
Contatti: www.myspace.com/pathsofprakriti
Autore: Mourning

Tracklist
1. Running Dry
2. There Is A Road
3. Outside Your Door
4. Dark Horse
5. In The Morning
6. Kingdome Come
7. Kali Has Woven
8. Devils Eye Demons Sigh
9. Unborn Seas
10. The Streets And The Deep Below
11. Oh Surrender
12. Heaven And Hell

DURATA: 45:50

Viaggiare a ritroso nel tempo pur rimanendo coscienti di vivere nel caotico 2011? E’ assolutamente possibile.
La musica è un tramite, un mezzo importante in tal senso, è capace di proiettare il nostro spirito in qualsiasi posto e mondo vogliamo, basta solo volerlo.
Continua l’esplorazione del panorama acid/folk e psichedelico da parte della Merlins Nose Records e con mio gaudio posso godere di una release intima, elegante e splendidamente sixties/seventies come quella rilasciata dai Norvegesi di Trondheim Paths Of Prakriti intitolata “Axis Mundi”.
Sono emozioni e atmosfere che quelli della mia generazione (i trentenni di oggi) non hanno purtroppo potuto assaporare, quel senso di libertà e misticismo naturalista che gente come John Lennon, Neil Young e Donovan esaltavano si congiunge con la quieta ribellione fatta di pensiero che il cantastorie Bob Dylan, Lou Reed e i Velvet Underground, Nick Drake e la versione allucinata malinconica di Syd Barett erano capaci d’infondere all’interno dei propri brani.
E’ una visione continua e delicata quella che “Axis Mundi” nei suoi tre quarti d’ora di musica propaga come un’onda ellittica che tende ad allargare il diametro espandendosi e avvolgendoci, non c’è animosità, nessun segno di “lotta” stimolata da collera, le canzoni inneggiano a supporto di una dialettica distesa, rilassante e riflessiva, particolare già evidente nell’ opener “Running Dry”, rimarcata poi nelle divagazioni psych e acid di “Dark Horse” e “Kingdome Come”.
E’ difficile non rimanere estasiati da un disco colmo di sfaccettature, cambi di umore lievi, in alcuni attimi appena accennati ma che appieno si fanno percepire nel fluire di un corso privo di filler, di pause, come il battito del cuore quest’immaginaria sezione di Woodstock rivive nelle note di “Outside Your Door” quanto in quelle di “Kali Has Woven”, di “Devil Eye Demon Sigh” quanto in “Unborn Seas” e “The Streets And The Deep Below” grazie a una strumentazione calda, vivida, pulsante nella quale trovano spazio l’organo, il sitar, le percussioni e un mood acustico più intenso e predominante rispetto alle “intrusioni” di chitarra elettrica.
Bella, significativa ed esplicativa di tale modo di porsi è l’accoppiata di canzoni finali: “Oh Surrender” una tavolozza in cui i colori si sparpagliano, è fantastica la maniera con la quale si fondono i vari fraseggi strumentali ognuno dei quali ricopre un ruolo preciso, definito senza invadere il territorio altrui, lo sfondo composto da organo e giri di chitarra trasmette una sensazione d’incanto rafforzata dai tratti orientaleggianti del sitar, è invece soft e scarno l’approccio di “Heaven And Hell” che ci conduce alla porta d’uscita di questo sogno in musica grazie a melodie aggraziate, voce carica di serenità e una propensione al positivo che fa spuntare con piacere un sorriso sul viso.
I Paths Of Prakriti e “Axis Mundi” sono distanti anni luce dalla superficialità materialistica del vissuto odierno, con la loro esposizione sonora ci permettono di rientrare in contatto con una parte dell’essere umano spesso accantonata a favore “del tutto e subito”, quella spiritualità che in qualsiasi forma rappresenti ognuno di noi andrebbe comunque valorizzata, che sia un monito per non dimenticare?
Consiglio l’ascolto di questo piccolo gioiello a tutti coloro che amano realmente la buona musica, hippie, non hippie, poche storie, la qualità dell’arte non si discute, si adora e in questo caso si compra, supportateli.

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