PATRONYMICON – All Daggers Towards The Sky

 
Gruppo: Patronymicon
Titolo:  All Daggers Towards The Sky
Anno: 2013
Provenienza: Svezia
Etichetta: Carnal Records
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TRACKLIST

  1. Balamuthia Mandrillaris
  2. World Closure
  3. Fortifications Failed
  4. The Great Pestilence
  5. Mourning Cold
  6. Unleash Hells Fire
  7. Age Of Contamination
DURATA: 31:43
 

Gli svedesi Patronymicon sono pronti per il secondo giro che conta: dopo averli ascoltati e recensiti per ciò che concerneva il demo "Coldborn" e il debutto "Prime Omega", è arrivato anche per "All Daggers Towards The Sky" il momento di finire in pasto ad Aristocrazia.

La formazione guidata da N. Sadist (chitarra, basso e voce), in questa precisa circostanza supportato dal solo batterista P. Locust e con l'ex chitarrista Kvist come co-compositore, presenta una collezione di sette pezzi ancora una volta volutamente inchiodati al sound della propria matrice nazionale che conduce in zona Marduk, Dissection, Watain e Triumphator. È quindi impossibile non parlare di un incrocio fortemente maligno di melodia e ortodossia, abile nello sprigionare un'aura nota eppure decisamente affascinante per gli amanti di tale panorama musicale.

I Patronymicon non lasciano nulla all'immaginazione: sono una violenta tempesta che nei rallentamenti emana sentori sulfurei, alle volte potrete riscontrare la presenza di sezioni dal rimando thrash e lievi contaminazioni di stampo heavy, queste ultime per lo più incastonate all'interno di "Age Of Contamination"; tuttavia l'ortodossia nera e quella sorta di epicità maligna insite in capitoli come "The Great Pestilence", "Mourning Cold" e "Unleash Hells Fire" non fanno altro che alimentare quella violenta Fiamma che a detta di molti si sarebbe indebolita col tempo. Forse è così, però non è stata del tutto domata.

"All Daggers Towards The Sky" — pur non distaccandosi da quanto ci è stato raccontato da autori più conosciuti nel corso degli anni — non ha dei veri e propri difetti evidenti: parte leggermente in sordina, crescendo dalla quarta traccia in poi e mostrando da quell'istante a seguire la sua forma migliore. Il lavoro di produzione di N. Sadist e Steinfaust (presso gli Stalangest Studio) e quello di mastering curato da Sverker Wildgren (nei rinomati Necromorbus Studio di Mr. Tore Gunnar Stjerna, noto come Necromorbus) si rivelano essere valori aggiuntivi a supporto di una causa gradita a coloro i quali saranno disposti a dare al disco un numero sufficiente di ascolti per apprezzarne il contenuto.

Per la compagine scandinava l'album in questione rappresenta un'ulteriore conferma della dedizione con la quale si presta a servizio del mondo black, una sorta di fedeltà che al giorno d'oggi è forse sottovalutata e presa di mira da chi pretende evoluzioni anche dove non ce n'è un reale bisogno. Alle volte ciò che desideriamo avere nello stereo è un disco semplicemente nero fino al midollo, che eviti di utilizzare modernismi inutili ed è proprio in quelle occasioni che dovreste tenere in considerazione "All Daggers Towards The Sky". La compagnia dei Patronymicon vi risulterebbe decisamente piacevole.

 

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