Pénitence Onirique: quando finisce la vita

PÉNITENCE ONIRIQUE – Vestige

Gruppo:Pénitence Onirique
Titolo:Vestige
Anno:2019
Provenienza:Francia
Etichetta:Les Acteurs De L’Ombre Productions
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TRACKLIST

  1. Le Corps Gelé De Lyse
  2. La Cité Des Larmes
  3. Les Sirènes Misérables
  4. Hésperos
  5. Extase Exquise
  6. Souveraineté Suprême
  7. Vestige
DURATA:46:15

Dei Pénitence Onirique vi avevamo parlato all’epoca del loro debutto V.I.T.R.I.O.L, un disco di black metal bello solido e complesso; quasi quattro anni dopo il gruppo francese si è allargato fino a comprendere sei membri (tutti rigorosamente mascherati), una forza lavoro non indifferente se consideriamo che prima erano quasi un one man project di Bellovesos.

Tutte queste braccia in più si sentono, perché Vestige, uscito a dicembre per la semprenera Les Acteurs De L’Ombre Productions, suona ancora più monolitico del suo predecessore, merito anche di una produzione più ricca di dettagli e di sfumature. L’attacco di “Le Corps Gelé De Lyse” è il memento con cui i francesi ritornano a parlarci di morte con il loro vocabolario di sprangate sui denti e la loro soavissima voce, che si muove con maestria fra scream, growl e urla di vario ordine e grado. Gli assalti frontali riescono benissimo ai Pénitence Onirique, quando si lanciano col blast beat sono una vera e propria furia, se poi caricano il colpo salendo gradualmente di giri come su “Les Sirènes Misérables” beh, si salvi chi può. Sembra invece abbastanza superfluo il breve intermezzo di “Hésperos”, quasi tre minuti di leggerezza piuttosto stucchevole che ha però il merito di farci riassaporare la violenza di “Extase Exquise” col rinnovato entusiasmo di noi bontemponi che facciamo colazione con spremute di male. L’album riassume una solidità definitiva nella maestosa “Souveraineté Suprême” che, tenendo velocità altissime, è un inno all’autodeterminazione per quando arriva il momento della dipartita. “Vestige” sugella proprio quell’istante con immagini poetiche e risolutive.

I Pénitence Onirique confermano quanto di buono ci avevano lasciato intravedere anni fa, tirando fuori dal cilindro un album senza troppi fronzoli che farà felice gli amanti del black metal più veloce, tecnico e moderno. Al prossimo giro ci aspettiamo altre mazzate, magari con un pelino di personalità in più, quel balzo in avanti che fa la differenza fra un bel disco e un capolavoro.

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