PENSÉES NOCTURNES – Vacuum

 
Gruppo: Pensées Nocturnes
Titolo: Vacuum
Anno: 2009
Provenienza: Francia
Etichetta: Les Acteurs De L'Ombre Productions
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TRACKLIST

  1. Lune Malade
  2. Flore
  3. Dés-Espoir
  4. Coups De Bleus
  5. Epitaphe
  6. Repas De Corbeaux
DURATA: 01:01:05
 

Accostare la musica sovrana — la classica — fatta da Maestri compositori a una musica per antonomasia spesso senza tecnica — il black metal — è un paradosso. Ho conosciuto altre persone che come me hanno una passione, vera passione, per questi due generi talmente opposti e distanti tra loro che raramente trovano un punto di incontro. Eppure capita di seguire alcuni concerti black nei teatri, dimora sacra per la classica, o alcuni gruppi metal che chiedono l'ausilio di una vera e propria orchestra per abbellire le proprie composizioni. Tutto ciò leggitima che un qualche tipo di esperimento o avvicinamento del genere ci sia già stato.

"Vacuum" però va oltre, va a demolire i confini, facendo abbracciare tra loro gli antipodi. "Vacuum", con le dovute proporzioni, fonde una musica raffinata a un'altra sguaiata, esaltando la poliedricità di Vaerohn, factotum dei Pensées Nocturnes e regalando(ci) a mio avviso una vera gemma. Eclettico è la prima parola che mi viene in mente per definire questo strepitoso esordio, uno dei pochi album che salva questa disastrosa annata musicale. Il ventaglio di suoni che accompagna gli oltre sessanta minuti dell'album è vario e va a lambire tempi sognanti, melodie notturne e malinconiche, riuscendo a rendere eleganti anche i tempi black metal.

Le canzoni di base si suddividono in tre parti, aprendo con una introduzone classica, proseguendo in tempi black e chiudendo con un outro classico. Buono l'uso che si fa della viola in armonia con le canzoni e utilizzata come strumento compositivo, essendo parte integrante e insostituibile delle composizioni; ottimo quello del piano, protagonista assoluto in certe canzoni come in "Dés-Espoir" ad esempio, in cui la variante classica ha il predominio, essendo il piano il primo strumento. Ben amalgamato al resto anche il trombone che si intromette all'occorrenza in maniera signorile.

Le liriche trattano di desolazione, dolore e solitudine, e se si vuole cercare di dare un'idea a chi l'album ancora non lo conosce, si può affermare che le parti black sono di stampo depressive. All'interno di "Vacuum" però troviamo veramente di tutto, perfino tempi jazz come in "Coups De Bleus". L'unica cosa che non approvo — e non tanto per una questione di gusti — sono le parti vocali, o meglio le grida, troppo simili alla miriade di gruppi depressive che circolano come formiche.

Per il resto i complimenti vanno di diritto all'autore di questo album, bello in tutta la sua bizzarria, che dimostra come la musica possa varcare i suoi limiti classificati da tanti e continuare a sorprendere. Esordio col botto.

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