PENTHAGON – Penthagon

PENTHAGON – Penthagon

Informazioni
Gruppo: Penthagon
Titolo: Penthagon
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Punishment 18 Records
Contatti: myspace.com/penthagon
Autore: Mourning

Tracklist
1. Digital Trap Box
2. All I Guess
3. In The Name Of Peace
4. Ash In My Hands
5. Asleep Or Awake
6. No Way Out
7. Labyrinth Of Fear
8. Shine Like The Sun
9. Innuendo (cover Queen)

DURATA: 49:28

PENTHAGON - Penthagon Vi è capitato di guardare un disco ed esserne attratti o repulsi inizialmente dalla copertina? Probabilmente quelli della mia generazione e delle precedenti, quindi over 30, avranno avuto quest’istinto dato che Internet è giunto in “supporto” solo in un secondo momento. Ecco, se avessi avuto occasione solo di guardare la cover dei nostrani Penthagon probabilmente avrei skippato il disco, veramente brutta, e avrei fatto un errore colossale.
Già, errore e di quelli di cui ti penti, i bresciani han tirato fuori un debutto davvero con le contropalle, un disco di heavy/thrash che non solo fa il culo agli ultimi due Nevermore ma possiede le carte in regola per divenire una delle migliori uscite, in questo ristretto ambito del “thrash”, prodotte nell’ultimo lustro.
La formula delle canzoni non è difficile da capire, abbiamo a che fare con una prestazione che dosa con gusto, e soprattutto con una mano definiamola molto vicina al personale, soluzioni ricollegabili non solo all’ex band di Seattle ormai in rovina, sono infatti presenti influenze di act quali Annihilator, Toxik, Exodus, Megadeth e pur essendoci talmente tanta carne al fuoco “Penthagon” riesce a evitare l’entrata nel misero tunnel del “copia e incolla”.
Il platter non è perfetto, c’è qualche pezzo sottotono, vedasi “Ash In My Hands” un po’ statico e probabilmente per questo ostacolato nel farsi strada all’orecchio al cospetto delle pulsioni che alimentano pezzi più dotati come “All I Guess” dall’inclinazione prog, dote che noterete anche in “Asleep Or Awake”, la prima tirante in ballo anche i Forbidden oltre alla formazione di Dane, una “Shine Like The Sun” che mostra la pasta della quale son fatti i Penthagon regalando una prestazione varia e coinvolgente e “In The Name Of Peace” che insieme al lato musicale si fa apprezzare anche per il testo.
Capitolo a parte merita la versione personale di “Innuendo”, storico pezzo dei Queen dell’album omonimo e ultima registrazione di Mercury con la band prima del decesso, i Penthagon non sono i Queen, la voce del cantante Marco Spagnuolo è valida anche nelle fasi pulite ma non è di certo quella di Freddy, il risultato però è decisamente interessante e direzionato a una riproposizione in formato metallico che non dispiace affatto e soprattutto conferma che questi ragazzi vogliano metterci del proprio non limitandosi a un tributo tanto per riempire con sei minuti in più un disco che ha qualità da vendere.
Non siamo vicini alla perfezione ed è difficile raggiungere quel tipo di traguardo però l’operato complessivo del combo lombardo è di quelli che lascia il segno, teniamo conto che “Penthagon” è un debutto e anche se i musicisti sono rodati da esperienze passate è per loro la prima uscita sotto tale nome, dobbiamo attenderci quindi ulteriori sviluppi e puntare su di loro inserendoli fra i capofila della nuova ondata italica? C’è ancora bisogno di conferma futura per dare forma a quest’importante passo.
Comunque chi dice e pensa che la scena italiana non abbia realtà da seguire è stato ancora una volta smentito, la Penisola alza la testa e si pone a muso duro contro chi con superficiale esterofilia scarta a priori le release nostrane.
Volete davvero saltarvi questo lavoro a favore dell’ennesima uscita di gente come Metallica, Megadeth e ahimè gli Annihilator che ne producono uno di buonissimo livello a decade? Se i Penthagon non fanno per voi, voi di sicuro non fate per l’heavy/thrash, non c’è altra spiegazione plausibile.
Per gli amanti del genere è un modo sicuro di spendere del denaro e ricavarne ottima musica.

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