PERMAFROST – Porcus Christus

 
Gruppo: Permafrost
Titolo:  Porcus Christus
Anno: 2012
Provenienza:   Germania
Etichetta: Nebelfee Klangwerke
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TRACKLIST

  1. Einleitung
  2. Porcus Christus
  3. All For Satan
  4. Der Teufel
  5. Ende
  6. Suizid [Bonus]
  7. Ich Bin Gott [Bonus]
DURATA: 37:55
 

Si pensa immediatamente a mammut, ghiacciai e tundre infinite, leggendo il nome scelto dal gruppo. Certo, l’inverno è passato, è stato lungo ma questi prussiani sembrano infischiarsene.

Senza attendere, poso il disco nel mio lettore e mi lascio sorprendere. Le note mi lasciano intendere che i signori rinunciano alla tattica scelta dai loro nonni di passare dalla Norvegia per conquistare la Svezia, prediligendo un’assimilazione immediata del suono tipico per i sudditi di Re Wasa. È difficile battezzare questo lavoro nel nome di una scuola o l’altra; il CD, presentato in una confezione libretto con una copertina tanto blasfema da obbligare il Papa a vomitare sul posto, offre metallo nero che spazia dai Marduk dell’era di Legion a quello più greve e lento proveniente dal Vallese e naturalmente, anzi soprattutto, dai fiordi.

Nell’esecuzione si notano diversi toni e in particolare nella voce si scoprono svariate sfumature. In questo momento le linee vocali straziano il cuore e nel prossimo scendono nell’oscurità totale. Le tastiere, all’inizio sembrano degli inserti di cattivo gusto, approvvigionano però poi le note dei compagni con zavorra che vi trascina nel profondo degli antri più tetri della fantasia umana. Soggettivamente devo ammettere che la parte con i due pezzi supplementari sarebbe stata omissibile. In particolare la canzone “Suizid” mi sembra molto lunga e tediosa.

Insomma, il quartetto teutonico v’invita a gustare un dischetto privo di sorprese, ma solido e di qualità definitivamente più che sufficiente per una serata piena d’intensità e di canti blasfemi recitati nella lingua di Goethe.

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