PERPETUAL NIGHT – Anâtman

 
Gruppo: Perpetual Night
Titolo:
Anâtman
Anno: 2018
Provenienza: Spagna
Etichetta: WormHoleDeath
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TRACKLIST

  1. Anâtman
  2. Wild
  3. The Howling
  4. Nothing Remains
  5. His Darkness
  6. Raindrops
  7. Unpronounced Words
  8. Absence Of Reality
DURATA: 47:13
 

Quando ci si avvicina a un disco di death metal melodico uscito negli ultimi anni, come nel caso qui presente dei Perpetual Night, spesso lo si fa con qualche dubbio. Inutile raccontarvi come il genere abbia vissuto un periodo di successo, pur rimanendo orfano dei suoi eroi, lasciandoci infine a piangere band finite dopo pochi dischi e altre rimaste in piedi solo per farci desiderare che avessero fatto la stessa fine; il tutto mentre i nuovi arrivati preferiscono approcci pop troppo delicati. Questa premessa è solo per contestualizzare i miei dubbi iniziali verso "Anâtman", opera prima pubblicata da WormHoleDeath, che per fortuna non si sono rivelati fondati.

Il suono dei Perpetual Night è moderno e non certo scevro di facilonerie (la semi ballata "The Howling", che comunque è un gran bel pezzo), ma vi contrappone momenti più pesanti come "Nothing Remains" e qualche sorpresa, in particolare "Raindrops". La conseguenza è che i brani sono diversificati, perciò non si prova noia nemmeno davanti ai momenti di scala minore melodica armonizzata suonata con plettrata alternata, immancabili ma non onnipresenti. Il risultato è un disco crepuscolare che si fa ascoltare più per il potenziale emotivo che per l'indubbia capacità tecnica dei componenti; ciò dà così l'impressione che i Perpetual Night durante l'ascolto ci chiedano di chiudere gli occhi e di lasciarci trasportare, affidandoci alle loro cure.

La produzione è bella potente, anche se mi rimane qualche dubbio sulla resa della parte vocale, mentre sono presenti le atmosfere gelide e al contempo struggenti, che chi ama Insomnium e Dark Tranquillity non avrà difficoltà a sentire vicine. Arrangiamenti di tastiera e voci femminili infine fanno la loro comparsa con una certa confidenza.

"Anâtman" potrà dare qualche problema a chi chiede al genere di essere meno melodic e più death, ma allo stesso tempo è un lavoro vario e accessibile i cui punti di forza sono il tanto impegno e un pizzico di creatività. C'è spazio ancora per crescere, certamente; d'altra parte, una persona interessata potrebbe già pensare di fidarsi dei Perpetual Night.

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