PERVERSION – Storm Of Evil

PERVERSION – Storm Of Evil

 
Gruppo: Perversion
Titolo:  Storm Of Evil
Anno: 2013
Provenienza: Stati Uniti, Detroit
Etichetta: Bitchy Witch Records
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Intro
  2. Demoniac Desolation
  3. Devotion To Death
  4. Morbid Aggressor
  5. Storm Of Evil
  6. Nocturnal Rites
  7. Reaper's Curse / Bestial Possession
  8. Venomous Lust
DURATA: 40:07
 

Lo ammetto, già in gioventù ero un ammiratore dei gruppi sudamericani più oscuri come Pentagram, Hardware e Massakre. Proprio quest'ultima formazione mi è venuta in mente durante l'ascolto di "Storm Of Evil"; la voce grezza che, grazie al riverbero, pare arrivare dall'oltretomba e l'aggressività dell'esecuzione sono molto simili.

Andiamo per ordine. Mourning mi chiese se m'interessassero i Perversion, trio che ha già all'attivo una lunga lista di demo e split. Il pezzo sul "Tubo" mi è sembrato gradevole e dunque ho acconsentito a recensire questo vinile. Quest'ultimo è davvero degno di occupare un posto in ogni collezione che si rispetti. La copertina è di vecchia scuola e il tutto comprende anche un foglio informativo, cosa rara oggi, con non solo i testi, ma anche un bel collage di fotografie come si usava alla fine degli Anni Ottanta. La città di Detroit è andata in bancarotta, fortunatamente i suoi metallari no e sfornano ancora prodotti degni di nota e di valore per l'acquirente. Che cosa vi offrono musicalmente Alan, Fernando e Pete?

L'intro, dotata realmente del fascino degli Ottanta e Novanta con le sue tastiere, è l'avvertimento per un tornado di metallo solido nel cuore del marciume musicale. Senza pietà alcuna il trio parte all'attacco con composizioni dure, crude e brutali che esalteranno non poco gli ascoltatori fanatici di alcune glorie nate quasi trent'anni fa. I ragazzi intrecciano sapientemente le loro scale e mostrano con orgoglio il dito medio ai tempi moderni, sfruttando ritmi influenzati da tutta la musica malvagia che fu allora definita come death o black metal. Questo lavoro è sì un'ode ai tempi che furono, ma è anche un altare dedicato alla schiettezza musicale. Infatti sintetizza tutti gli attributi che caratterizzavano i generi citati in quel periodo: nessun compromesso, nessuna melodia, nessuna raffinatezza. Non importa se ascolterete la varia "Demoniac Desolation" oppure l'inno al metallo intitolato "Devotion To Death", l'importante sarà dimenticare tutte le buone maniere, per lasciarsi trascinare dalle note rozze che incitano alla trasformazione della carne in acciaio temprato dal piacere di distruggere "poser" di ogni tipo!

Aprite una birra, scolatela in un solo sorso e distruggete poi il vostro appartamento. La vera apocalisse metallica si chiama Perversion! Poco tempo fa, Mourning mi definì "oltranzista". Per ripicca metterò questo lavoro nella mia lista "top five" dell'anno per onorarne il classicismo forzato a… oltranza.

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