PERVERSITY – Ablaze

 
Gruppo: Perversity
Titolo:  Ablaze
Anno: 2011
Provenienza:  Slovacchia
Etichetta: Lavadome Productions
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TRACKLIST

  1. Reach Of Hell
  2. Behind The Diabolical
  3. Merciless Messiah
  4. Hailing The Thieves Of Souls
  5. Devoted To Perdition
  6. Necrophiliac Beast
  7. The Banished
  8. Vzplanutie
  9. Palace Of Skin
  10. Blood Of Hastur
DURATA: 34:44
 

I Perversity sono una delle tante band che per un motivo o l'altro sono rimaste inabissate nell'oceano dell'underground. Gli slovacchi non sono di recente formazione, anzi è davvero da un bel po' che girano, contate infatti che il primo demo "The Embarassed" è datato 1997. Dopo quel passo iniziale e il susseguirsi di cambi in formazione, demo e dischi, in questo ormai inoltrato 2011 forti di un contratto con la Lavadome Productions di Jan, personaggio simpatico e disponibile che abbiamo intervistato nel recente passato, giungono a noi con il quarto album della loro brutale carriera intitolato "Ablaze".

È gente che suona e ragiona alla vecchia maniera, c'è tanta violenza, una produzione efficace, ma non perfetta che rende "reale" l'impatto marcio e feroce dei brani legati a un suono che si divide equamente nel richiamare l'irruenza devastante di gruppi statunitensi quali Suffocation, Morbid Angel, Incantation (i rallentamenti) ed europei come i Sinister primordi, tutto condito da cupe atmosfere.

Un assalto che ritmicamente non si distacca da standard prestabiliti, i midtempo scandiscono inesorabili le parti cariche di groove, le tirate vengono chiamate in causa nell'attimo in cui si necessita di quella spinta aggiuntiva per staccare definitivamente la testa del malcapitato e anche quando le soluzioni tendono a far ingranare una marcia diversa dal punto di vista tecnico, si nota come tracce in stile "Behind The Diabolical", "Devoted To Perdition" e "Palace Of Skin" abbiano un registro lievemente diverso rispetto alle mazzate prive di fronzolo a titolo "Merciless Messiah", "Necrophiliac Beast" e "Blood Of Hastur", il senso di death metal interpretato alla "vecchia maniera", senza strafare, ma puntando al centro dell'obbiettivo non viene mai perso di vista.

Ben inserite nel contesto le parti ambientali che aggiungono una gradazione ancor più nera e malsana all'aria che si respira, l'intro "Reach Of Hell" e le note di pianoforte che scandiscono l'apertura di "Necrophiliac Beast" non stravolgeranno il mondo, tuttavia producono il loro effetto, così come fa la sua parte il growler della situazione, Juraj "Kazatel" Handzus, profondo, scuro probabilmente meno vario di altri suoi colleghi, è comunque sempre sul pezzo pronto ad affondare il coltello nella piaga.

"Ablaze" è death metal, è una di quelle uscite che nascono per servire fedelmente il genere rappresentandolo ancora una volta per ciò che è, nessun modernismo, zero aperture o spiragli a territori melodico-fruibili, solo una sequenza impostata con ordine e passione di mattonate.

I Perversity del resto si confermano nel ruolo di band che non ha nessuna intenzione di distaccarsi da quello che è l'habitat a essa consono, l'underground, è giusto però dare un po' di spazio a dischi simili perché sono la felicità di chi, ammorbato dalla piega pro-business che ha infestato il panorama estremo del metal, sente necessariamente il bisogno di liberarsi e sfogarsi ascoltando musica genuina, teneteli quindi in considerazione.

 

 

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