PESTE NOIRE – L’Ordure À L’État Pur

 
Gruppo: Peste Noire
Titolo:  L'Ordure À L'État Pur
Anno: 2011
Provenienza:   Francia
Etichetta: La Mesnie Herlequin
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TRACKLIST

  1. Casse, Pèches, Fractures Et Traditions
  2. Cochon Carotte Et Les Sœurs Crotte
  3. J’Avais Rêvé Du Nord
  4. Sale Famine Von Valfoutre
  5. La Condi Hu
DURATA: 60:23
 

Occuparsi dei Peste Noire è sempre stimolante, non mancano mai spunti di approfondimento, sorprese, dubbi, contestazioni, esagerazioni. E con il nuovo "L'Ordure À L'État Pur" la situazione non cambia di una virgola.

Per evitare condizionamenti aprioristici ho deciso di non leggere nemmeno una riga di critica al quarto parto di La Sale Famine e soci prima di avere fra le mani il disco, con la sola eccezione del commento di un mio amico grande fan del gruppo. E a causa di impegni personali ho dovuto poi rinviare continuamente la stesura di queste righe in quanto non mi trovavo in una situazione che mi garantisse la necessaria concentrazione per approcciarmi a questa ora di musica davvero impegnativa e per nulla scontata.

Vi informo infine che non realizzerò un'analisi traccia per traccia e questo per due motivi: primo, non voglio rovinarvi il gusto della scoperta e secondo, qualunque mia elucubrazione sarà insufficiente se paragonata al carico artistico contenuto nelle note dei cinque brani in questione.

Veniamo finalmente alla musica, con "L'Ordure À L'État Pur" ancora una volta i Peste Noire esprimono l'essenza del black metal, fatta di convenzioni infrante, libertà assoluta e sfida all'ordine costituito, utilizzando scelte stilistiche che al solito si allontanano dal metallo nero tout court. L'esempio più eclatante a riguardo è rappresentato da "Cochon Carotte Et Les Sœurs Crotte" nel quale un riff teso è accompagnato da una base techno (sì, avete letto bene!) battente che anche nei rallentamenti mantiene toni industriali, ma non è finita qui, infatti il finale di traccia… sarà addirittura epico. Non posso poi non citare le splendide melodie di "Sale Famine Von Valfoutre", le inflessioni folk di "Casse, Pèches, Fractures Et Traditions" (si sfocia praticamente nello ska), la malinconia agrodolce di "La Condi Hu" o la grande massa di ospiti che impreziosisce l'opera grazie al contributo di voci pulite, strumenti tradizionali (l'accordéon, versione francese della fisarmonica), violoncello e tanto altro.

L'aspetto grafico non è da meno in quanto a provocazione e rottura degli schemi: dirvi che il retro del case è ricamato come fosse una tovaglia potrebbe bastare… All'interno del libretto invece La Sale Famine si presenta ancora una volta come hooligan del black metal tanto da firmarsi Jean-Marie Le PN, giocando col nome del leader xenofobo francese le cui iniziali sono anche quelle del gruppo (Le Peste Noire). È poi da citare l'immagine in cui un King Kong addobbato con catenone dorato al collo (a forma di dollaro) sovrasta una nave da crociera in quello che potrebbe essere uno tsunami dato che il livello delle acque raggiunge gli edifici sottostanti.

Concludo ripetendo che la mia analisi ha il solo scopo di fornire spunti di curiosità per approfondire il disco e che gli elementi di interesse sono davvero tanti, conscio però che difficilmente fan e detrattori potranno cambiare drasticamente la propria opinione in seguito all'ascolto di "L'Ordure À L'État Pur". Ricordate soltanto di non avere fretta, gustarvi il cd, ascoltarlo più e più volte e infine, solamente infine, giudicarlo. Per quanto mi riguarda si tratta dell'ennesima perla offerta dalla Peste Nera ma non avevo grossi dubbi al riguardo.

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