PESTILENCE – Consuming Impulse

 
Gruppo: Pestilence
Titolo: Consuming Impulse
Anno: 1989
Provenienza: Olanda
Etichetta: Roadrunner Records
Contatti:

Sito web

 
TRACKLIST

  1. Dehydrated
  2. The Process Of Suffocation
  3. Suspended Animation
  4. The Trauma
  5. Chronic Infection
  6. Out Of The Body
  7. Echoes Of Death
  8. Deify Thy Master
  9. Proliferous Souls
  10. Reduced To Ashes
DURATA: 37:24
 

Erano anni d'oro per il metal estremo. Dagli Stati Uniti arrivavano tonnellate di demo prodotte da gruppi estremi validi o meno. I Death erano allora già riconosciuti come un pilastro portante del genere, Morbid Angel, Obituary e altri partivano alla conquista delle scene. I Paesi Bassi escono totalmente dallo schema presentato. Pestilence? Sì, bello, suonano thrash, estremo ma sempre thrash! Cosa? Ora suonano death? Ma nooo, daaai, non sfottere! Questo sarebbe potuto essere un dialogo fra metallari in quegli anni gloriosi.

Come detto, il thrash offerto inizialmente dagli Olandesi era celere, brutale e senza compromessi. Mentre Martin, Patrick e Marco desideravano esplorare i limiti del metal, Randy Meinhard, a suo tempo chitarrista, non riusciva a scollarsi dalle forme classiche del genere. Detto fatto: scarta quello che non ti serve e trova qualcosa di nuovo. Con l'arrivo a bordo di Patrick Uterwijk la storia cambiò. Questo musicista dotato di buona tecnica era il partecipante ideale alle scorribande del quartetto.

Mi approcciai alla band grazie al chitarrista di un gruppo locale che conoscevo allora. Che anno era? Il 1990, forse. Ero insaziabile di estremismo e di sottosuolo. I Pestilence erano lo spuntino ideale per soddisfare un poco il mio appetito.

La copertina… Dio che copertina. Il fatto che questa non abbia ancora vinto il premio della peggiore di tutti i secoli è forse dovuto alla concorrenza di Anthrax, SDI o altri. Le foto dei musicisti però non lasciavano dubbi su cosa aspettarsi all'ascolto. Le loro magliette dei Napalm Death, Carcass, Death e Sadus provocavano un effetto Viagra all'osservatore già prima di posare la puntina del giradischi nel solco del vinile. Musica e testi mi spazzarono via come se fossi stato vittima di un uragano! "Chronic Infection", i suoi riff e la voce di Martin Van Drunen sono il mezzo che dovrebbe infilare uno stivale atomico nel deretano di molti musicisti odierni. Come possono permettersi ragazzini di venti e poco più anni di affermare in mia presenza che questo lavoro non sia altro che thrash? "Out Of The Body" è uno dei pezzi più brutali e privi di compromessi mai prodotti nella storia del metal estremo. Il lavoro di chitarra ivi contenuto è eccelso, la battaglia vocale — normalmente poco utilizzata nel genere — è esemplare.

Rimpiango di non aver mai vissuto un concerto della formazione capeggiata da Martin Van Drunen. Vidi il gruppo a Flums (CH) dopo l'uscita di quello che personalmente considero un obbrobrio ma da molti osannato, "Testimony Of The Ancients". La prestazione era buona, la mancanza di Martin evidente. Da lì cancellai i Pestilence dalla mia lista di gruppi da seguire. I più maturi fra voi si ricorderanno di band come gli Hardware o i Tenebrarum, entrambi messicani, che seguivano in parte lo stesso binario dei signori olandesi. "Echoes Of Death" è forse la prova più lampante a sostegno della mia affermazione.

Facebook Comments