PESTILENCE – Resurrection Macabre

 
Gruppo: Pestilence
Titolo: Resurrection Macabre
Anno: 2009
Provenienza: Olanda
Etichetta: Mascot Records
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TRACKLIST

  1. Devouring Frenzy
  2. Horror Detox
  3. Fiend
  4. Hate Suicide
  5. Synthetic Grotesque
  6. Neuro Dissonance
  7. Dehydrated II
  8. Resurrection Macabre
  9. Hangman
  10. Y2H
  11. In Sickness & Death
DURATA: 40:31
 

Quando si parla dei Pestilence automaticamente i ricordi affiorano e riportano in superficie capolavori del passato come "Malleus Maleficarum" e "Testimony Of The Ancients". Mameli in effetti intendeva fare un bel passo indietro abbandonando l'idea di un prosieguo del mal digerito da molti "Spheres", per tornare alle tempistiche più classicamente death metal del gruppo olandese.

Il disco inizia sparato con due vere e proprie mazzate, "Devouring Frenzy" e "Horror Detox", che sciorinano tutto il repertorio migliore della band (della formazione originale vi è solo Mameli). Il riffing scivola via fra macinii e armonici stoppati, che sorretti dalla base impeccabile di Choy e Wildoer fanno la felicità per chi ascolta. Purtroppo però l'incanto s'interrompre praticamente subito, in quanto escludendo altri due episodi ("Hate Suicide" e la cadenzata "Y2h"), questo lavoro scorre liscio come l'olio, sin troppo liscio.

La monotonia dei restanti pezzi non fa mai decollare l'album, relegandolo al semplice ruolo di uscita nella media. I riff sono scontati, poco accattivanti e mal coadiuvati dalle scelte standardizzate in fase di impostazione della batteria; ciò non fa altro che rendere implosivo il risultato. Il growl di Mameli si mantiene di buon livello per tutto la durata del disco, ma lasciato da solo non può di certo dare alle canzoni la spinta che vorrebbe.

La produzione e il suono facevano presagire un exploit insperato dopo tanti anni d'assenza, sfortunatamente l'anima si rivela a sprazzi e perlopiù debole e inconcludente, così che i brani non rimangono in testa. Chi si attendeva un ritorno col botto ne resterà deluso, chi al contrario non si aspettava niente di particolare si troverà fra le mani un'uscita senza infamia né lode, tristemente bypassabile.

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