PETROLIO – L+Esistenze

Gruppo:Petrolio
Titolo:L+Esistenze
Anno:2018
Provenienza:Italia
Etichetta:Dischi Bervisti / Dio Drone
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TRACKLIST

  1. Ne Tuez Pas Les Anges
  2. La Maladie Connue
  3. Scindere 2 Animes
  4. Fish Fet
  5. L’Eterno Non È Per Sempre
  6. Ceralacca e Seta
  7. Heilig Van Blut
  8. Peregrinos De Almas
  9. Wood And The Leaf Rite
  10. Cut The Moon
  11. Ojos Eyes And L’Ecoute
  12. Vuoto A Perdere
DURATA:58:00

Non nascondo di guardare i dischi collaborativi con una certa titubanza: quelle scalette zeppe di feat. Tizio, feat. Caio & Sempronio, tanto servili nel presentare l’ospite illustre di turno da oscurare e spesso svalutare il lavoro di chi dovrebbe essere il protagonista e non il comprimario. Perciò quando ho visto i nomi che hanno preso parte all’ultima fatica di Petrolio sono stato colto dalla stessa perplessità, almeno finché non ho letto le righe di accompagnamento al disco. L+Esistenze, infatti, cela già nel titolo le intenzioni alla base del progetto: mettere non solo a confronto le esistenze artistiche dei musicisti coinvolti, ma addizionarle, così da ottenere una somma, invece che due cifre stilistiche distinte e riconoscibili. La sola costante è Enrico Cerrato, già attivo negli oltranzisti Infection Code, che per questo suo secondo lavoro a nome Petrolio ha radunato una variegata sestina di interlocutori, diversi per retroterra e per sensibilità. Mettere d’accordo le anime di sei musicisti, pur dialogandoci una alla volta, non è obiettivo semplice, tuttavia Cerrato è stato capace di dare un fondo di omogeneità al progetto, che risulta un puzzle sì complicato ma anche dotato di una sua finitezza.

Aidan Baker, che molti di voi conosceranno tanto per la sua prolifica attività da solista quanto per quella nel duo Nadja, qui è autore, assieme a Cerrato, di pezzi spettrali, dall’incedere lento e inesorabile, a cavallo fra la new wave (“Ne Tuez Pas Les Anges”) e ruvidezze più industriali (“Heilig Van Blut”). Atmosfere — e ritmi — industriali che troviamo anche su “La Maladie Connue” e “Peregrinos De Almas”, co-firmati dagli storici Sigillum S, numi tutelari dell’industrial-noise italiano, che su un tappeto di percussioni saturate ricamano un delirio rumorista in crescendo. Mentre con Jochen Arbeit (Einstürzende Neubauten), Petrolio riscopre gli spazi aperti e contamina il cielo su “Scindere 2 Animes”, salvo poi tornare alla terra con “Wood And The Leaf Rite”, più concreto e germanico. Toni Cutrone alias Mai Mai Mai, alfiere del rhythmic noise, devia il percorso su terreni ancora più aspri e sintetici, dettando tempi in perfetto equilibrio per i saliscendi di feedback e dissonanze macinati da Petrolio. La coppia di brani più eccentrici porta invece il contributo di un altro nome della scena contromusicale italiana, Fabrizio Modonese Palumbo, che con viola elettrica, chitarra ed EBow si inserisce nel flusso corrosivo di Cerrato, tracciando scie multicolore fino ai due epiloghi targati Petrolio + Naresh Ran. Qui è proprio la voce di NR a tirare le somme conclusive: «il suono del mio pugno che batte sul metallo riecheggia attraverso di me», condensando la sofferenza e nel contempo la lucidissima soddisfazione che scaturiscono da L+Esistenze.

Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia, dice la proprietà commutativa, questo disco ne è l’esempio: non c’è spazio per il compromesso, non c’è tempo di tirare il fiato, da qualunque verso prendiate L+Esistenze i vostri timpani finiranno per risentirne.


N.B. Nel corso dell’album ogni artista partecipa a due brani, portando la scaletta complessiva a dodici tracce che, per scelta di produzione, sono equamente distribuite per metà nella versione in vinile e per metà su audiocassetta.

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