PHANTAZO – Le Temps Détruit Tout

 
Gruppo: Phantazo
Titolo:  Le Temps Détruit Tout
Anno: 2012
Provenienza:   Italia
Etichetta: Baphomet In Steel
Contatti:

Myspace

 
TRACKLIST

  1. Anak Durhaka – Worse Than Dogs
  2. Cronothrone
  3. Falling Beyond In Insanity
  4. Le Temps Dètruit Tout Pt. I
  5. Isotoxin
  6. Mouth Of Truth
  7. Le Temps Dètruit Tout Pt. II
  8. Cemetery Of Droids
  9. …Escape From The Dead City
  10. I Scream To You, God Of Time
DURATA: 44:50
 

Phantazo, gruppo padovano di cui recensii lo split con i Dig, connubio ben riuscito, che spero parecchi lettori abbiano ora in collezione. Fortunatamente la fiamma del metal, che dà passione per comporlo e suonarlo, continua a bruciare nel cuore di molti. Che cosa aspettarsi dal disco di una formazione che offre un titolo in francese, tre pezzi strumentali e testi in inglese?

L’assalto inizia con "Anak Durhaka – Worse Than Dogs" che sfoggia un black pieno d’idee e collegato al death metal con una ritmica interessante per i veri buongustai di metal. Sarà banale per chi ascolta superficialmente e con il solo obiettivo di essere particolarmente "true". L’ossessione pura sprizza dalle note di "Cronothrone", pezzo monotono ma per nulla noioso, che accompagna l’udito in un viaggio a volte astruso (ascoltare per scoprire e credere). Il bilancio intermedio riflette ciò che è stato offerto sul citato split. I Phantazo non hanno riscoperto il genere ma sono certamente capaci di rivedere l’offerta, mischiando black, a volte melodico, qualche influenza industrial, ambient e un paio d’esperimenti per ottenere una musica con un timbro proprio.

Certo, Roma non fu costruita in un giorno e il cammino resta aperto per questo progetto padovano. Chissà dove lo condurrà? Particolarmente interessante è il gioco con i ritmi che variano parecchio da pezzo a pezzo o addirittura nella canzone stessa. È inoltre difficile fissarsi sull’idea che questa traccia o l’altra siano un déjà vu; proprio quando la convinzione raggiunge quasi il suo apice, appare un dettaglio che obbliga a riponderare il giudizio. Penso che i burattinai di Phantazo non si preoccupino particolarmente di convenzioni, mode o altro. Credo che vogliano scoprire i propri limiti musicali e creativi, sfornando degli "hors d'œuvre" che soddisfino i "gourmet" del metallo oscuro italiano e internazionale, anche se in alcuni punti sarei contento di sentire più omogeneità.

Ritengo che per riuscire nel suo processo compositivo, la formazione abbia una solida base di conoscenze musicali, non solo a livello di metal. È inutile che io perda altre parole per descrivere questo lavoro. Voglio consigliare a ognuno di voi di passare sul sito Myspace dei Phantazo per ascoltare e gustare le canzoni lì presentate. Non dimenticate di comprare il disco se vi piacesse!

Il tempo distrugge tutto… speriamo che i Phantazo restino però qualche tempo per mostrarci la loro evoluzione.

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