PLATEAU SIGMA – Symbols: The Sleeping Harmony Of The World Below

Gruppo:Plateau Sigma
Titolo:Symbols: The Sleeping Harmony Of The World Below
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Avantgarde Music
Contatti:Facebook  Youtube  Bandcamp
TRACKLIST

    1. Heterochromia
    2. Ouija And The Qvantvm
    3. A Parody Of Medea
    4. To Mnemosine’s Bittersweet Fruit
    5. The Moon Made Flesh
    6. The White Virgin
    7. She Kept The Sacred Fire Still
    8. The Child And The Presence
DURATA:56:07

Se Plateau Sigma è il significante, ci viene da domandarci quale sia il significato, cioè come fare a descriverne la proposta musicale. Mi spiego: Symbols: The Sleeping Harmony Of The World Below fa un gran parlare di simboli, un tema che attraversa tutto l’apparato concettuale imbastito dalla band ligure, che arriva a dichiararne la radicale importanza nelle parole di Nino, il batterista, all’interno del digipak. Egli ci insegna che «queste sono canzoni che parlano di storia, aldilà, rivelazioni, sesso, religione, scienza, magia, guerra, paradossi, atomi, miti, dogmi, miracoli e meraviglie» e ciò si rivela possibile proprio grazie a questo mondo «nascosto appena sotto la superficie, dove giacciono i nostri desideri più profondi, addormentati», il reame del simbolo.

Azzardare un parallelismo tra questa molteplicità di argomenti e la proposta musicale dei Plateau Sigma a questo punto mi viene scontato. Sembra quasi che Symbols stesso ci sfidi a definirlo un disco doom metal. Cosa vuol dire doom metal? Il doom è un genere molto ampio, che si ripiega in tanti stili diversi in base a come viene suonato. Funeral, doom-death, post-metal, qualche eco più rock e si sconfina pure nella darkwave, il tutto in un continuo divenire. La musica dei Plateau Sigma appare come se provasse di tutto ma non volesse mai appoggiarsi da nessuna parte. Non nego che ciò possa essere uno scoglio con cui un ascoltatore deve per forza di cose fare i conti, se vuole arrivare alla fine del disco. Ma chi entra nell’ottica poi ne rimane stregato.

Il fatto è che l’essenza della band — la cosiddetta identità — è ardua da afferrare. La varietà è molta e i Plateau Sigma non temono certo di avventurarsi in territori inattesi. Per inciso, è questo il modo migliore per ascoltare Symbols: lasciarlo esprimere, permettendogli di fare il suo monologo e cercando di capire in quale luogo le note ci vogliono portare. Qui non si stanno indicando limiti compositivi, anzi in questo senso l’album è un passo avanti deciso in confronto al precedente Rituals e mostra maggior cura delle intuizioni musicali, liberandosi così da ogni sentore di riempitivo; anche se bisogna ammettere che la produzione non è in grado, nemmeno stavolta, di valorizzare abbastanza i momenti più vigorosi.

Vista la natura ineffabile e cangiante della musica contenuta in Symbols: The Sleeping Harmony Of The World Below, mi trovo nella posizione di sconsigliarvi di approcciarlo alla cieca, ma vi invito anche a dedicargli tempo per lasciarlo crescere prima di esprimere un parere.

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