Ploughshare - Tellurian Insurgency

PLOUGHSHARE – Tellurian Insurgency

Gruppo:Ploughshare
Titolo:Tellurian Insurgency
Anno:2019
Provenienza:Australia
Etichetta:I, Voidhanger Records / Brilliant Emperor Records / Night Rhythms Recordings
Contatti:Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Abreactive Trance
  2. Indistinguishable Beast Of Flight
  3. In Offal, Salvation (Andrew Nolan Re-mix)
  4. Xeno-Chemical Insider
DURATA:21:49

L’Australia, si sa, negli anni ha saputo regalare tanti spunti interessanti nell’ambito del metal estremo. Basti pensare al barbarismo sonoro dei Bestial Warlust, al black-thrash super aggressivo dei Deströyer 666, al death metal oscurissimo e impenetrabile dei Portal. Senza dimenticare formazioni più recenti e altrettanto intransigenti, come possono essere Impetuous Ritual, Grave Upheaval e Temple Nightside. Non stupisce dunque che un ambiente così fertile possa dar vita a nuove band in grado di seguire questa scia, come appunto i Ploughshare.

Il percorso già affrontato nel full-length (e anche nel primo EP, Literature Of Piss) viene ulteriormente approfondito su Tellurian Insurgency: questo è il nome scelto dai Nostri per il loro nuovo EP, uscita che segue l’album di debutto targato 2018, In Offal, Salvation. Un ottimo termine di paragone per capire la musica dei Ploughshare può essere offerto da alcune band menzionate all’inizio dell’articolo: nella prima metà del disco l’influenza dei connazionali Portal è evidente, soprattutto nella composizione della batteria, spesso arricchita da tribalismi, elemento caratterizzante del combo di Brisbane; anche alcune soluzioni chitarristiche risultano ispirate ai Portal, come si evince dal brano di apertura “Abreactive Trance”. Sarebbe però profondamente sbagliato liquidare i Ploughshare come degli emuli, dal momento che il riffing si dimostra influenzato anche da realtà europee e in particolare francesi: non mancano infatti riferimenti ai Deathspell Omega — specialmente nei passaggi più dissonanti — o a un black-death metal lineare di realtà quali Arkhon Infaustus o Temple Of Baal.

La seconda metà dell’EP merita un discorso a parte, perché nella terza e quarta traccia i Ploughshare osano ancora di più. Particolare ma azzeccata risulta la scelta di riproporre “In Offal, Salvation”, title track dell’album precedente, qui in versione remix (curato da Andrew Nolan): proprio in questa nuova veste si fa largo una componente industrial piuttosto marcata, che dona freschezza e modernità al brano, a tratti paragonabile ai Blut Aus Nord sperimentali o ai primi Ævangelist. “Xeno-Chemical Insider” si muove su coordinate simili, pur caratterizzandosi per influenze elettroniche prossime al noise, discostandosi in maniera più netta dalla prima porzione dell’opera: qui potremmo andare a scomodare anche i primi Swans come termine di paragone.

La ricetta di Tellurian Insurgency, dunque, è chiara: un black-death metal oscuro e spietato, forse non per tutti i palati ma pane per i denti di chi trova rifugio nelle derive più folli ed estreme del genere. Eppure c’è anche una certa ricerca musicale, quasi una progressione rispetto al full-length precedente che lascia presagire una grande voglia di mettersi in gioco e sperimentare ancora da parte della formazione di Canberra. Sarà molto interessante attenderli alla prossima prova su lunga distanza, cercando di capire se gli elementi avanguardistici diventeranno parte integrante del loro sound, o se saranno limitati a questo breve ma riuscitissimo capitolo discografico.

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