PLUTONIUM – Born Again Misanthrope

 
Gruppo: Plutonium
Titolo: Born Again Misanthrope
Anno: 2016
Provenienza: Svezia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Born Again Misanthrope
  2. Cortex Vortex
  3. The Inverted Panopticon Experience
  4. Casque Strength
  5. The Masque Of The Green Demon
  6. Renuntiationem
  7. Electric Barbwire Crown Of Thorns
  8. Alice In Plutoniumland (Two Minute Hate Part III)
  9. Confessions Of A Suicidal Cryptologist
DURATA: 53:08
 

Sono trascorsi ben cinque lunghi anni da quando uscì sul mercato "Devilmentertainment Non-Stop" e da quando il sottoscritto ve ne parlò su queste stesse pagine virtuali. Agli inizi del 2016 Plutonium — progetto sempre guidato in solitaria da J. Carlsson — ha finalmente dato alle stampe un terzo album intitolato "Born Again Misanthrope", ambasciatore delle consuete visioni distopiche del musicista svedese.

L'oscura e sincopata titletrack apre il sipario su un'opera che poggia chiaramente le proprie basi sui principi fondamentali del Black Metal scandinavo, sviluppando tuttavia una trama sbilenca e sperimentale: a quest'ultima è delegato il compito di tracciare un tortuoso sentiero di degenerazione fisica e spirituale, un sentiero che percorreremo a bordo di gelide infiltrazioni Ambient ed elettroniche, attraversando spogli e angoscianti deserti al cui interno non vedremo altro che infinite distese di acida e psicotica disillusione. L'alienazione più totale è dunque servita su un piatto d'argento ed episodi nervosamente destabilizzanti come "The Masque Of The Green Demon", "Renuntiationem" e "Alice In Plutoniumland (Two Minute Hate Part III)" non faranno che spingerci sempre più a fondo in quel turbinante vortice di disagio che è la proposta di Plutonium.

Pezzi come "Casque Strength", "Cortex Vortex" ed "Electric Barbwire Crown Of Thorns" esibiscono un approccio più classico nella struttura (quantomeno prendendo come riferimenti album del calibro di "Rebel Extravaganza" e "666 International"), ma usufruendo comunque di tratti estremamente personali, cesellati da arrangiamenti evocanti atmosfere rabbiosamente claustrofobiche. Insofferenza, malessere e decadenza sono infatti il minimo comune denominatore di un'espressività pregna di decostruttivo cinismo, il quale invade come un ribollente veleno mortifero gli apparati psicofisici dell'ascoltatore, trascinandolo all'interno dei più oscuri recessi degli incubi che affollano l'apocalittica visione artistica di J. Carlsson.

L'impressione generale è che "Born Again Misanthrope" risulti mediamente meno distruttivo e deflagrante rispetto ai suoi predecessori, prediligendo un immaginario più subdolo — ma non per questo meno efficace — nel proprio compito di piegare ogni difesa psichica, diventando strumento attivo di una comunione assoluta con i più malati istinti di Plutonium. Poco altro rimane dunque da dire: se già in passato avete apprezzato le opere di questo progetto, difficilmente rimarrete indifferenti a tale lavoro… Magari ne uscirete un po' prostrati e un po' meno sani, ma sicuramente non insoddisfatti.

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