PLUTONIUM – Devilmentertainment Non-Stop

PLUTONIUM – Devilmentertainment Non-Stop

 
Gruppo: Plutonium
Titolo: Devilmentertainment Non-Stop
Anno: 2011
Provenienza: Svezia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. A Tribute To The Tools Of The Cosmic Abortionist
  2. Devilmentertainment Non-Stop
  3. Peace Keeper
  4. The Misery King
  5. Unintelligent Design
  6. Zero Swarm
  7. Nuclear War Incense
  8. Det Doda Exemplets Makt (Two Minute Hate Part II)
  9. Hell Is All Around
DURATA: 47:19
 

Correva l'anno 2007 e i Plutonium, progetto svedese guidato da J. Carlsson, davano alle stampe il proprio debutto, "One Size Fits All". Il successore, "Devilmentertainment Non-Stop", era pronto soltanto due anni dopo, ma — a causa di problemi vari (primo su tutti, quello di trovare una etichetta) — vede la luce soltanto nel 2011, dopo che il mastermind decide di scegliere la via dell'autoproduzione. Il sound proposto non si distacca particolarmente da quanto mostrato nel disco precedente ed è quindi nello spietato terreno dell'Industrial Black Metal che questo album affonda le sue radici.

In linea generale il progetto Plutonium dimostra di aver ben assimilato sia la lezione dei Thorns e dei Satyricon di "Rebel Extravaganza" ("Tied In Bronze Chains" e "Havoc Vulture" insegnano) che gli influssi di compratrioti come Dissection e Octinomos, come palesemente mostrato da brani come "A Tribute To The Tools Of The Cosmic Abortionist", "Unintelligent Design" (nel quale spunta anche un inaspettato assolo decisamente nervoso e dai contorni quasi psichedelici) e "Nuclear War Incense"; in questi pezzi sono inoltre presenti arrangiamenti particolarmente apocalittici che non faranno fatica ad attanagliare i neuroni dell'ascoltatore ben disposto (e che potrebbero portare alla mente le devastazioni messe in atto da un gruppo come i nostrani PCG666, ad esempio). Assolutamente degne di nota sono le decostruttive e alienanti inserzioni in puro stile Mysticum e (in parte) Dødheimsgard facilmente riscontrabili nella titletrack e in "The Misery King". Allo stesso modo, non si può far finta di nulla al deflagrare delle inconfondibili influenze Martial Industrial di "Peace Keeper" che amplificano la portata di freddo cinismo dell'insieme. Un certo effetto destabilizzante lo provocano anche i campionamenti di musica classica inseriti nella struttura di "Zero Swarm", la quale mi ha ricordato vagamente una sorta di malsano e oscuro incontro tra Alien Deviant Circus e Profanum. Credo che, in fin dei conti, potrei utilizzare le stesse parole dei Plutonium per descrivere questo album: «Turn north, turn west, turn south, turn east, Hell Is All Around.».

A proposito di parole: l'Industrial Black Metal ci ha abituato a liriche decisamente distruttive e misantropiche, ma tutt'altro che banali e — ovviamente — nemmeno "Devilmentertainment Non-Stop" è da meno. Consiglio quindi anche una disamina dei testi oltre che della parte musicale.

Per concludere posso dire che questo disco non è innovativo e non sarà una pietra miliare del genere a cui fa riferimento, ma è un'espressione coerente e appassionata di ciò che chi ama questa corrente musicale cerca all'interno di un album. Quindi, se anche voi come il sottoscritto siete estimatori incalliti delle formazioni summenzionate, fareste bene ad ascoltare attentamente "Devilmentertainment Non-Stop": dubito fortemente che ne rimarrete delusi.

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