POEMA ARCANVS – Transient Chronicles

 
Gruppo: Poema Arcanvs
Titolo:  Transient Chronicles
Anno: 2013
Provenienza:   Cile
Etichetta: BadMoodMan Music
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TRACKLIST

  1. Us, Those Half Dead
  2. Stream Of Debris
  3. Fugitive
  4. Inquilinos
  5. Fading
  6. Omniscient Opponent
  7. Lambs
  8. Default Song
  9. Our Little Blood
  10. Errant Soul
DURATA: 01:07:40
 

I cileni Poema Arcanvs rilasciarono il loro quinto album intitolato "Transient Chronicles" nel 2012, tramite l'etichetta connazionale Australis Records. L'anno seguente questo stesso capitolo discografico si avvantaggiò dell'accordo con la russa BadMadMoon Music, per ricevere una distribuzione maggiormente estesa anche in territori esterni all'area sudamericana.

Le due versioni immesse sul mercato differiscono in sostanza per due aspetti: 1) la masterizzazione del sound 2) l'aggiunta di una traccia ripescata dai tempi in cui la formazione muoveva i primi passi, utilizzando il nome Garbage.

Nel corso degli anni al gruppo guidato dai due membri storici Claudio Carrasco Garcia (voce) e Igor Leiva Benavides (chitarra) è stata spesso mossa l'accusa di una totale mancanza di personalità: se in parte si potrebbe dar ragione ai loro detrattori, si può comunque riconoscere alla band almeno di aver compiuto più volte il tentativo di discostarsi dalle basi portanti del genere (My Dying Bride in primis), pur non riuscendo a trovare la strada adatta da percorrere.

Certo è che le ciambelle non riescono tutte col buco e i Poema Arcanvs non sono dei fuoriclasse. La riprova che siano una buona band, tuttavia ancora incapace di lasciare realmente un segno indelebile del loro passaggio, ci viene fornita dalla qualità altalenante che caratterizza quest'ultima prova in studio.

Ascoltando il disco, s'incrociano brani ben strutturati e decisamente validi come "Us, Those Half Dead", "Fugitive" e "Omniscent Opponent" (e potrei citarne un altro paio), eppure il complesso fa trapelare la netta impressione che la composizione progressiva impiegata serva a celare la mancanza di una direzione precisa. Ciò comporta che l'esposizione divenga tutt'altro che scorrevole ed è un peccato date le melodie di discreta fattura e una buona dose di fascino (prendete in considerazione il quarto pezzo "Inquilinos").

Il potenziale a disposizione dei cileni è evidente, pare però non riescano proprio a cambiare marcia e anche stavolta si arenano sulle spiagge della sufficienza, con un lavoro adatto esclusivamente ai fedelissimi del genere, ma non catalogabile fra quelli da inserire nell'immancabile lista acquisti. Peccato.

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