POISON (DE) – Further Down Into The Abyss

POISON (DE) – Further Down Into The Abyss

 
Gruppo: Poison
Titolo:  Further Down Into The Abyss
Anno: 2006
Provenienza:  Germania
Etichetta: Iron Pegasus Records
Contatti: Non Disponibili
 
TRACKLIST

  1. Sphinx
  2. Lurking Fear [titolo originale: "Yog-Sothoth"]
  3. Slaves (Of The Crucifix)
  4. Requiem / Alive (Undead)
  5. Satan Commands
  6. Zombie Dance
  7. Angel Of Satan
  8. Alive (Undead)
  9. Wake The Dead
  10. Witchfynde
  11. Possessed (By Hell)
DURATA: 70:57
 

Erano i tempi in cui il metal si ribellò al dominio dei blue-jeans e delle magliette strappate, fondando un fronte di resistenza armato di tanto cuoio, borchie e catene. Gruppi come Sodom, Destruction e appunto Poison sono parte della base che diede spunto alla musica e all'immagine di parecchi gruppi estremi che seguirono. La simbiosi fra questo fungo, con il suo micelio nascosto nelle profondità del terreno metallico, e radici oscure, favorì lo sviluppo dei germogli del black scandinavo e del death sudamericano.

I Poison furono il risultato, cosa sovente allora, del vento proveniente da alleanze infernali come Hellhammer e Venom. La voce di Virgin Slaughter, straziata e oscura, ne è forse la più chiara espressione.

"Into The Abyss" uscì originariamente sotto forma di demo nel 1987 e fu relativamente ignorato dal pubblico d'allora. Dopo vicissitudini legate a una raccolta di band tedesche pubblicata dalla Roadrunner, il gruppo si sciolse per mancanza d’interesse e di correttezza da parte dell’etichetta. Nel 1993 fu stampata una prima versione in vinile della citata demo che è oggi quotata a prezzi elevati sul mercato. La marca Iron Pegasus, in collaborazione con i membri del defunto mucchio selvaggio, riprese il materiale aggiungendo pezzi demo e live. Il risultato è degno di nota. Durante più di settanta minuti potete ripercorrere la storia di una delle squadre più sottovalutate e sfortunate della storia tedesca.

Più tardi Uli, il chitarrista, formò un’altra formazione poco conosciuta, R.U. Dead che incise qualche lavoretto. La raccolta di quelle registrazioni è stata pure pubblicata dalla Iron Pegasus.

La Iron Pegasus vi offre due versioni, una in vinile e una in CD. Quest'ultima è oggetto di questa critica. Contiene un libercolo di ben dodici pagine piene d'immagini d’epoca e un'intervista esclusiva con Uli.

Due cose risaltano ascoltando la parte dedicata alla demo: primo, la lunghezza dei pezzi. Quattro canzoni hanno una durata totale di più di mezz'ora; secondo, le piste sono piene di originalità e non pescano nei pentoloni di gruppi conosciuti. I pezzi sono variati e si sfilano durante l'ascolto come una collana di perle cui si è strappato il filo. Voi comunque non perderete il filo dell'ascolto. I titoli sono ben strutturati e viziano l'ascoltatore esperto.

I pezzi seguenti sono tratti da diverse registrazioni in parte inedite. La qualità sonora è qui e là scarsa ma, che cazzo… erano gli anni Ottanta! Il mio preferito di questa serie è "Zombie Dance", tratto da una sessione in locale di prova. La rabbia e l'aggressione ivi contenute terrorizzano e spaccano tutto!

Ho già letto su Internet commenti concernenti la formazione che ritengo a dire poco stolti. Alcuni osano, uso di proposito questo verbo, definire il suo lavoro come "scontato" o dire che "c'è di molto meglio", dimenticando il quadro in cui nacque la registrazione e la sua originalità. Queste sono prove chiare per dimostrare che questa gente non ha fatto i propri compiti in materia metal. Nelle loro mani, questo disco sarebbe una perla gettata ai porci.

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