PRAESEPE – Hybrid Creation

 
Gruppo: Praesepe
Titolo: Hybrid Creation
Anno: 2013
Provenienza: Polonia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Mars, The Bringer Of War
  2. Lord Of The Waste
  3. Fragrance Of Old
  4. Inamorata
  5. Weakness
  6. Chain Caterpillar
  7. Great Silence
  8. Here And Now
DURATA: 48:02
 

I Praesepe hanno prodotto un nuovo disco? E chi lo sapeva… È complicato seguire tutte le uscite, soprattutto quelle underground, che non vengono accompagnate da proclami in pompa magna e da migliaia di commenti. La formazione polacca l'avevo già incrociata e presentata su Aristocrazia con l'album precedente intitolato "Vesperae": quel buonissimo ascolto faceva ben sperare per il futuro di questa realtà, che a quanto pare è riuscita a confermare il valore della propria proposta.

Il metal estremo che questi musicisti vanno a rappresentare è vario, poiché attinge ampiamente dalla scena death metal, annerendosi però a più riprese, e ama le aperture ampiamente devote all'esposizione melodica, con gradevoli esecuzioni solistiche affidate alle cure di Dominik Gryzbon, Konrad "Destroyer" Ramotowski e Slawomir Cwiekala. Al tempo stesso però non rinnega la violenza di una irruenta sferragliata, aggiungendo di tanto in tanto ulteriori divagazioni di stile sinfonico e psichedelico. C'è tanta roba, davvero tanta, eppure a conti fatti i Praesepe hanno snellito la composizione, resa più asciutta, e forse proprio questa è la mossa che ha fatto sì che le nuove tracce fossero ancora più efficienti: la riprova è fornita da due episodi validi come "Lord Of The Waste" e "Weakness".

La squadra — tale la si può definire, visto che fra membri titolari del gruppo e ospiti vari sono coinvolti ben nove artisti — ha condotto a un livello superiore quanto venne confezionato in "Vesperae". Le peculiarità in comune fra i due lavori sono moltissime, ma l'ago della bilancia pende dalla parte di "Hybrid Creation": il disco infatti sfrutta in maniera più adeguata gli effetti sonori, ancora una volta curati dall'ospite Pawel Kucypera, inseriti nella nuovamente presentata "Fragrance Of Old", in "Inamorata" e "Weakness"; gode inoltre dell'ottima prestazione del cantato di Khofhee (Przemyslaw Kajnat degli Eternal Deformity) che — per impostazione — risulta essere migliore rispetto a quello dell'ex Haar, con la differenza che risiede nella capacità del primo di districarsi agevolmente sia nei frangenti più estremi che nelle apparizioni in pulito, riscontrabili in più circostanze.

Gli aspetti sopracitati vanno quindi a compattare il già solido complesso dei Praesepe. Certamente qualche lieve difetto lo si può incrociare e in un paio di occasioni le influenze di entità note vi verranno sicuramente in mente: siamo però di fronte a una band che, riuscendo a guardare avanti, ha compiuto un passo importante in direzione di una maturità che manca poco dall'essere totalmente acquisita.

I Mitteleuropei sono attrezzati per tenere testa, o quantomeno avere la possibilità di farlo, a svariati gruppi che si muovono internamente al panorama metal e con "Hybrid Creation" non hanno fatto altro che ribadirlo in maniera ancor più concreta: speriamo quindi che un'etichetta decida di puntare seriamente sulla loro musica (che potrete ascoltare visitando la pagina Bandcamp), dandole l'occasione di poter arrivare ai più tramite una distribuzione degna di tale nome. Da parte mia invece non posso che fare un grosso in bocca al lupo ai ragazzi e suggerirvi di non perderli di vista.

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