PREACH – Gasoline Veins

 
Gruppo: Preach
Titolo: Gasoline Veins
Anno: 2015
Provenienza: Svezia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Gasoline Veins
  2. Dead Die Young
  3. Gold Rush
  4. Comes To Pass
  5. Wolf Tank
  6. Erased By The New Day
  7. Coin Flip Omen
  8. From Dead Remains
  9. Lesser Gods On The Horizon
  10. Mine To Direct
DURATA: 35:53
 

Avevo un po' perso per strada gli svedesi Preach, tanto che dopo averne recensito il secondo demo "Melt To Sand" (2009) non avevo ascoltato altre loro produzioni. A dire il vero non che sia stato poi rilasciato moltissimo materiale successivamente, si tratta infatti solo dell'ep "Path To Solace" (2010) e del singolo "Gasoline Veins" (2014). Il quintetto di Stoccolma insomma ha fatto le cose con calma ed è arrivato preparato e conscio della direzione da voler intraprendere con "Gasoline Veins", che rappresenta un esordio su lunga distanza che sostanzialmente riparte da quanto espresso inizialmente nei demo. Come potete notare, all'album è stato dato lo stesso titolo del singolo che l'ha preceduto e in scaletta sono state inserite entrambe le tracce contenute in quella mini-uscita: la canzone omonima e "Dead Die Young".

È il death melodico di artisti come In Flames, Dark Tranquillity e in minima parte Children Of Bodom che forma la base del suono, base oggi arricchita da un sostegno groove-death'n'roll che attira a sé nomi quali i classici Carcass e i più odierni Lamb Of God, dando vita a una serie di episodi che anagraficamente potrebbero essere stati partoriti all'inizio del millennio. La proposta è di per sé semplice, al suo interno non vi è una particolare esibizione di fronzoli né una grande apertura al lato atmosferico del genere, a meno che non si prenda in considerazione come tale la più intima "Come To Pass" o la chiusura di "Erased By The New Day", nella quale sono i sintetizzatori a farsi strada. Si punta perlopiù sulla grinta e l'energia, ma come in passato la prova è alquanto fruibile a livello melodico, quindi in grado di consegnare una serie di momenti piacevoli racchiusi in "Gasoline Veins", "Gold Rush", "Wolf Tank" e "Mine To Direct". I Preach ci mettono di fronte a una prestazione ben organizzata sia dal punto di vista strumentale che vocale, quest'ultimo fa registrare una prova efficiente di Carl Lundvall, paragonabile a una via di mezzo fra l'Anders Friden che fu e Randy Blithe.

In conclusione, "Gasoline Veins" è un debutto che, non distaccandosi da quanto offerto in passato dalle realtà citate nel testo, non dovrebbe comunque dispiacere ai nostalgici fruitori di quelle sonorità, trovando proprio in tali appassionati i migliori candidati per un ascolto e magari per un possibile acquisto.

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