Precaria / Ôros Kaù - Theosulphuros

PRECARIA / ÔROS KAÙ – Theosulphuros

Gruppo: Precaria / Ôros Kaù
Titolo: Theosulphuros
Anno: 2020
Provenienza: Messico / Belgio
Etichetta: I, Voidhanger Records
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TRACKLIST

  1. Precaria – Ritus Absconditus
  2. Precaria – Ex Nigredo
  3. Precaria – Darkness Is My Light
  4. Precaria – Heautontimorumenos
  5. Ôros Kaù – Exorcisme Du Sel
  6. Ôros Kaù – Exorcisme Du Feu
  7. Ôros Kaù – Exorcisme De L’Eau
  8. Ôros Kaù – Solve
DURATA: 51:21

Che la I, Voidhanger dispensi musica impegnativa non è una novità, quindi sorprende poco che si sia mossa per pubblicare un secondo split guidato dai messicani Precaria e destinato a chiudere un dittico iniziato con Metamorphosphoros. Il ritorno del gruppo di Monterrey questa volta è affiancato dalla prestazione di Ôros Kaù, one man band belga dedita a un black metal se possibile ancora più maligno dei signori centroamericani. Dittico, dicevo, perché Theosulphuros chiude un cerchio concettuale che ruota attorno a θεῖον, parola greca che indica tanto il fuoco divino quanto lo zolfo puro e semplice.

Un’ambivalenza che va sfruttata fino in fondo, evidentemente, e che i Precaria onorano mettendo in piedi uno dei loro claustrofobici rituali black-death. Se “Ritus Absconditus” si limita a pavimentare di lava il cammino che abbiamo davanti, i dodici minuti di “Ex Nigredo” ci obbligano a fare grosse falcate per non diventare subito cenere. La produzione stupisce in positivo: non solo la musica dei messicani risulta piena (a tratti asfissiante), ci sono anche una miriade di sfumature per far male a tutto tondo. Le melodie, quando presenti, sono imperiose; il basso ha un ruolo dominante, e si erge come una guida con cui farsi strada in questo mare magnum di fuoco e fumo. “Darkness Is My Light”, fulcro concettuale del disco ma per assurdo anche il brano più asciutto, evidenzia l’attenzione dei Precaria anche nella stesura dei testi: «Come, be my guest. I welcome you with a spire in my heart / Burn in my chest. O Spirit of Fire, behold your will in my hands» finirà per frullarvi in testa senza che ve ne accorgiate.

La complessa “Heautontimorumenos” chiude la parte dei Precaria e ci spinge tra le fauci di Ôros Kaù, la cui accoglienza è sicuramente più grezza e cruda. Con “Exorcisme Du Sel”, infatti, Ôros Kaù sposta il rituale sul piano alchemico e ci presenta un approccio che fa leva sulla furia cieca (ma non troppo), carica di effetti e in perenne tensione tipica di CZLT, che altri non è che il Guillaume Cazalet dei Neptunian Maximalism. La successiva “Exorcisme Du Feu” è un’eruzione di schiaffi così densa di cattiveria ma anche di dettagli che fa venire mal di testa; “Exorcisme De L’Eau” non è da meno ma dura appena due minuti e mezzo. Chiude questo Infinito fiammeggiante, in un crescendo di follia sonora, “Solve”, un pezzo che se Sun Ra avesse conosciuto la musica brutta l’avrebbe scritto lui.

Quasi un’ora di black metal scritto bene e suonato meglio, da parte di personaggi che possono fare questo e anche di più. Una certezza che solo la I, Voidhanger può dare e di cui noi godiamo, ah se godiamo.