PRESSURE POINTS – False Lights

 
Gruppo: Pressure Points
Titolo: False Lights
Anno: 2015
Provenienza: Finlandia
Etichetta: 7hard Records
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TRACKLIST

  1. Wreckage
  2. Between The Lies
  3. Electric Shadows
  4. Sleepwalk
  5. Dance Of Coincidence
  6. In Desolation
DURATA: 56:42
 

I Pressure Points se la sono presa con calma e hanno impiegato cinque anni prima di ripresentarsi sulla scena con il successore di quel piacevole album d'esordio spuntato dal nulla intitolato "Remorses To Remember". Cos'è cambiato? Chi sono e cosa suonano oggi? La formazione finlandese è perlopiù rimasta la stessa e l'unica nuova entrata è rappresentata dal chitarrista Jaakko Lehtinen (Blind Stare). Musicalmente si è evoluta, ripartendo da quel percorso massicciamente influenzato dalle sonorità degli Opeth, allargando però la base da cui ha attinto: è infatti possibile percepire rimandi ai connazionali Amorphis e Insomnium, alle molteplici creature di Dan Swanö, ai Katatonia e un feeling anni Settanta per molti versi di stampo Pink Floyd.

Lo sfoggio di nomi fatto porterebbe a pensare che "False Lights" sia l'ennesimo buon disco soverchiato dal peso di chi ha generato e modellato questo mondo. Ciò sarebbe vero se non fosse che la riscontrabile maturazione del gruppo, nella maniera in cui dà forma al pezzo e nell'approccio vocale vario e ben gestito da un ormai rodato Kari Olli (apprezzato dal sottoscritto anche nei De Lirium's Order), lo rende ben più che una prestazione sufficiente o semplicemente manieristica, avendo dato modo alla carica emotiva e alla componente atmosferica che hanno caratterizzato le grandi uscite di quei signori di divenire parte integrante del tessuto dei Pressure Points.

La scelta di diminuire ulteriormente il numero dei brani in scaletta (sei, contro i sette contenuti in "Remorses To Remember"), mantenendo però un minutaggio pressoché invariato (ci sono appena tre minuti abbondanti di differenza fra la durata del primo e quest'ultimo) chiarisce ulteriormente quale sia il modo di agire di questi musicisti, pronti a confrontarsi con un'ardua sfida: comporre lunghi brani in possesso sia di prestanza e peso cari al panorama death metal che di aperture melodiche, raffinatezza e grigiore malinconico che si avvicinano a scenari più gotici e progressivi. Il contrasto è strabusato e proprio per questo rischioso da far digerire a un pubblico abituato sin troppo bene e poi in seguito spiazzato da una marea di proposte identiche e decisamente poco affascinanti.

Almeno per quanto riguarda il qui presente, la prova è stata superata e il riscontro giunge dalle eleganti note di ingresso di "Wreackage" quanto dall'avvolgente ritornello racchiuso in "Between The Lies" o dal finale in crescendo dell'intensissima "Electric Shadows". L'apice infine è racchiuso in "Sleepwalk", raffigurazione di come tecnica, equilibrio e passione con cui è stata concepita collimino perfettamente.

È vero che i capolavori ci sono già stati consegnati, ma questi Pressure Points hanno iniziato seriamente a esplorare in lungo e in largo il genere, sopperendo alla mancanza di personalità — in passato totalmente assente, mentre oggi pare si stia facendo viva —  con una dimensione sonora diversificata, più audace e intrigante. Così facendo sono divenuti più che un banale diversivo e meritevoli di ascolti preferibilmente approfonditi.

 

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