PROFANAL – Black Chaos

 
Gruppo: Profanal
Titolo: Black Chaos
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Iron Tyrant
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Walls Of Agony
  3. Into The Abyss Of Grief
  4. Black Chaos Horde
  5. Torment Of Saturn
  6. Submission Of The Beast
  7. Conquering Cemeteries
  8. Worship The Skull
  9. The Bright Light Of Death
DURATA: 33:17
 

I Profanal sono una delle migliori band attive in Italia, il loro death metal ha letteralmente aperto il didietro a valanga dagli esordi e non posso negare di essere legato al gruppo anche per semplici ed emotive motivazioni, fra le quali spicca il fatto che è stato tra i primi che ho avuto il piacere di recensire. Nonostante ciò, chiunque abbia avuto più o meno modo di ascoltare su cd e dal vivo questi ragazzi toscani avrà avuto a che fare con una compagine decisa, rocciosa e motivata come poche, contro la quale le critiche sterili basate sull'immobilismo stilistico o l'eccesso di cliché old school del death metal non possono far altro che rimbalzare. È un discorso da fan? In parte sì e non nascondo per nulla di apprezzare alla grande la proposta di Rosy e soci, d'altro canto con il primo album "Black Chaos" il quintetto dimostra che non ha nessun bisogno di essere favorito, puntando i piedi e mandando un deciso segnale ancora una volta in maniera sonora e perentoria: il death metal che conta oggi passa anche attraverso le loro uscite.

Cos'è cambiato rispetto a "Demo 2007" e "Rotten Bodies"? L'attitudine è rimasta pressoché la stessa, la devozione al suono scandinavo anni Novanta pure, i Nostri sono però decisamente migliorati nella composizione, rendendo maggiormente efficaci e pestilenziali le composizioni, grazie a un'aura nera e satura di putrefazione che si è ulteriormente inspessita. Le prove split nella quali hanno condiviso il campo con gli olandesi Funeral Whore e i tedeschi Obscure Infinity (band già note ad Aristocrazia), aver suonato parecchio in giro ed essersi confrontati con il panorama estero ripetutamente hanno giovato, e non poco, alla maturazione e i frutti si percepiscono all'interno di un esordio di lunga durata che non solo fornisce una chiara riprova delle qualità conosciute dei Profanal, ma che assicura loro un posto di prim'ordine all'interno del giro che conta. Fra le leve di ultima generazione, specialmente nel loro settore specifico, sono senza dubbio da collocare fra le migliori.

I Toscani non necessitano di tremila riff e sessantamila cambi di tempo per trascinare l'ascoltatore nel loro personale incubo, sfoderano canzoni traboccanti di cattiveria, non scendendo a compromessi e assestando calcioni sfascia-cranio. In tal senso si evidenzia soprattutto il terzetto di brani pre-conclusivo composto da "Torment Of Saturn", "Submission Of The Beast" e "Conquering Cemeteries" — due dei tre episodi vi saranno familiari in quanto già presentati all'interno degli split citati in precedenza — che pare marci sopra una schiera di ossa triturandole; mentre per quanto concerne il tupa-tupa style e l'uso delle melodie venefiche e sinistre c'è da godere a manetta con "Into The Abyss Of Grief" e "Worship The Skull".

Fra tutte le uscite del 2012 che si rifanno al sound scandinavo degli anni '90, i Profanal sono fra le fondamentali insieme ai Corrosive Carcass e ai Necrovation. "Black Chaos" — e qui un po' di patriottismo ci sta — ha dalla sua la maturità assente in "Composition Of Flesh" e un impatto più ruvido decisivo nella sfida a due con la formazione proveniente da Kristianstad, in poche parole vince. È il disco che in tanti volevamo, è la prestazione che ti porta ad augurare ai ragazzi di crescere costantemente per regalarci in un futuro prossimo quel capolavoro italiano che manca da tempo in questo ambito, perciò non posso fare a meno di dire: acquistate "Black Chaos". I grandi nomi stiano attenti, se continuano di questo passo alcune formazioni quotate potrebbero essere prese selvaggiamente a mazzate dalla musica dei Profanal. Ah, molti le hanno già prese? Avete fottutamente ragione.

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