PROFANATICA – Disgusting Blasphemies Against God

 
Gruppo: Profanatica
Titolo: Disgusting Blasphemies Against God
Anno: 2010
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Hell's Headbangers Records
Contatti:

Myspace

 
TRACKLIST

  1. Black Cum
  2. Pious Piece Of Shit
  3. Christs Precious Blood Poisoned
  4. Smashing Religious Fucking Statues
  5. Fuck The Blood Of The Lamb
  6. Covered in Black Shit
  7. No Trumpet Shall Sound
  8. Crush All That Is Holy Defile
  9. Excrement Sacrosanct
  10. Angel With Cock
DURATA: 40:22
 

Nell'ormai lontano 2007 i Profanatica ci deliziarono con un riuscitissimo disco, "Profanatitas De Domonatia". Era da prevedere che la via per raggiungere nuovamente tale livello sarebbe stata impervia.

Analizziamo ora il nuovo lavoro intitolato "Disgusting Blasphemies Against God". La prima cosa che mi salta all'orecchio è la produzione. Tutti gli strumenti sono limpidamente distinguibili. Particolarmente il basso risalta all'ascolto, cosa rara per la maggioranza dei dischi metal. Il primo pezzo delle registrazioni di questo gruppo sembra diventarne il marchio di fabbrica. È sovente caotico e sa fortemente di Beherit. "Black Cum" apre le danze con marciume da sogno.

Torniamo ora al basso e alla produzione. Le quattro corde tuonano e devastano l'ascoltatore in ogni pezzo. Ci sono due possibilità per chiarire questo mistero: primo, durante la produzione si è pasticciato; secondo, la potenza del basso è voluta per aumentare la cattiveria dei pezzi. Pensate quello che volete. La produzione mi piace così com'è.

Pezzi come "Covered In Black Shit" vanno, secondo me, nella direzione del cosiddetto «Ritual Metal», offrendo riff pesanti, lenti e ipnotici. I tradizionalisti non temano… La maggior parte delle piste sono rudi e veloci come una fresa che si apre la via nel granito. Anche se la seconda canzone "Pious Piece Of Shit" potrebbe fare disperare gli amici della velocità, all'inizio questi saranno sorpresi dal suo sviluppo in riff medio-veloci con parecchi cambi di tempo.

Il bilancio di questo disco è difficile da calcolare. All'attivo abbiamo sicuramente la produzione, i testi sempre blasfemi, la copertina e alcuni cambi di tempo nei pezzi che sorprendono. Sul piatto del passivo troviamo una certa passività, scusate il gioco di parole, in alcuni brani, che mi disturba. Non interpretatemi male. Il disco è buono secondo me, ma gli manca un filo d'Arianna. Le canzoni sono comunque ben costruite però, come un muro in mattoni senza malta, poco coerenti l'una con l'altra. Come affermato all'inizio, "Profanatitas De Domonatia" è difficile da superare in quanto a qualità d'esecuzione. 

Tiriamo le somme del bilancio iniziato sopra: il disco è di buona qualità, pesante, in media non troppo veloce ma malvagio e satanico al punto giusto. Che volete di più? Con promesse non ci si sazia, solo con i fatti.

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