Profeci - Ubóstwo | Aristocrazia Webzine

PROFECI – Ubóstwo

Gruppo: Profeci
Titolo: Ubóstwo
Anno: 2023
Provenienza: Polonia
Etichetta: Godz Ov War Productions
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TRACKLIST

  1. Stare Stworzenia
  2. Jaskinie
  3. Jedność Wielości
  4. Głód
  5. Bez Niej Byłbym Niczym
  6. Dytyramb
DURATA: 32:35

I polacchi Profeci appartengono alla schiera dei gruppi che fanno della coerenza la propria cifra stilistica. Attivi dal 2020, i quattro hanno mantenuto una formazione piuttosto stabile (cambiando solo il batterista), sono rimasti costantemente sotto l’egida di Godz Ov War Productions, e hanno anche conservato lo stesso approccio musicale ed estetico prettamente black metal con forti tinte moderne.

L’album di debutto era denso di atmosfere post-black vagamente oniriche, mentre il successivo Aporia ci aveva consegnato una band molto più violenta e frenetica. Due anni dopo, la formazione di Poznań si ripresenta con il nuovo Ubóstwo con il chiaro intento di amalgamare i punti di forza dei dischi passati e sommarne i lati positivi.

Una breve introduzione di chitarre dilatate e riverberate lancia l’apertura “Stare Stworzenia”: un assalto frontale debitore della scuola svedese anni ’00, ricco di melodie ma sempre incalzante. La voce di Piołun è un grande punto di forza della band e anche questa volta regala una performance sofferta e lontana dal calderone delle voci black normali. La produzione sporca a dovere il suono, tuttavia lascia apprezzare una sezione ritmica particolarmente ispirata su cui le melodie sono affidate alla coppia di chitarre praticamente prive di sovraincisioni.

Non mancano episodi più tranquilli in cui i Profeci dimostrano di padroneggiare ancora l’arsenale della scuola post-rock, in particolare “Ez Niej Byłbym Niczym” e “Jaskinie” abbondano negli arpeggi e nelle atmosfere oscure, rarefatte e poco rassicuranti. L’intero album si presta molto bene a una esecuzione live, in particolare “Głód” promette di incendiare i palchi, mentre l’ascolto complessivo scorre piacevolmente per tutti i trentadue minuti di cui si compone Ubóstwo. I testi sono, come negli album precedenti, tutti in polacco, quindi dichiaro manifesta inferiorità in ogni tentativo di interpretazione e giudizio, segnalo comunque che permane l’attitudine a trattare di argomenti filosofici e l’astensione da satanismi spiccioli.

Ubóstwo è un album solido, studiato e preciso, non eccede da un lato né dall’altro — al punto da presentare quasi il difetto di mancare di spunti più coraggiosi. Un ascolto piacerà sicuramente a quasi tutti i cultori del metal estremo, mentre ulteriori apprezzamenti verranno da chi predilige il sound moderno ma rifugge da proposte complicate. Auguro di rivedere presto i Profeci con la classica sciabolata frutto della precisione attuale unita a qualche ispirazione più deragliata.