PROFUNDAE LIBIDINES – Evangelium Secundum Matthaeum

 
Gruppo: Profundae Libidines
Titolo:  Evangelium Secundum Matthaeum
Anno: 2011
Provenienza:  Francia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Domine, Salvum Fac Pontificem Nostrum Leonem
  2. Matt. 4 (La Tentation De Jésus)
  3. Matt. 5 (Le Vrai Bonheur)
  4. Matt. 5 (La Mission Des Douze)
  5. Matt. 15 (Les Choses Qui Rendent Un Homme Impur)
  6. Matt. 26 (L'Arrestation De Jésus)
  7. Matt. 26 (Pierre Renie Jésus)
  8. Matt. 27 (Jésus Est Condamné A Mort)
  9. Matt. 27 (Jésus Est Cloué Sur La Croix)
  10. Matt. 27 (La Mort De Jésus)
  11. Matt. 28 (La Résurrection De Jésus)
  12. Hostias Et Preces
DURATA: 50:04
 

Opera prima solista di Philoxera, bassista dei francesi Inborn Suffering, "Evangelium Secundum Matthaeum" esce sotto il monicker di Profundae Libidines, avventura che si distacca dalle sonorità in cui è solito avventurarsi, dirige lo sguardo in direzione di un tetro, rituale e minimale black metal che in più di un frangente porta con sè reminiscenze di matrice Mutiilation.

Non ci sono sorprese, solo un album diretto, ritmiche elementari ma ben curate e un riffing che pur risultando alle volte sin troppo statico riesce a comunicare sensazioni inquietanti grazie alla buonissima prova vocale del mastermind, abile nel miscelare uno scream gracchiato con un growl "marcescente".

La matrice cruda del disco adornata dalle incursioni violinistiche di Ana, compagna d'avventura di Philoxera nei Krepuskule, e da una schiera d'artisti della scena francese a prestare voce fra i quali spiccano il genietto Vaehron (Peénses Nocturnes), Dagoth (Otargos) e Vestal (Merrimack) è sicuramente il piatto forte che farà felici i famelici e ossessivi acquisitori di lavori che rispecchino e grondino d'attitudine old-fashioned, qualità questa che a "Evangelium Secundum Matthaeum" non manca e che viene rimarcata da una produzione che potrei definire anacronistica se messa a cospetto di quelle infiocchettate e sfavillanti che tanto vanno di moda odiernamente.

I cinquanta minuti scorrono con alti e bassi, fra soluzioni che inevitabilmente sanno di già percepito negli anni passati e scelte tese a evocare una sorta di ritualismo che collimi con il concept storico/religioso prescelto, in questo preciso frangente l'operato di Philoxera è adeguato nel tessere trame che, pur mantenendo una struttura non troppo complicata, riescono ad arrivare al punto desiderato innalzando atmosfere gelide, sofferenti e acide alternate, un trascinare continuo che permette alle tracce di non soffrire più di tanto della carenza di spinta e volumi che proprio il lavoro dietro il mixer causa.

Per chi segue ancora con fervore la scena black che canta fuori dal "coro", che si tiene saldamente ancorata a una vitalità nera e fatta d'istinto, potenziale primorde capace di fornire la giusta dose di adrenalina e voglia di ricercare dei tempi andati, un disco come questo dei Profundae Libidines sarà una piacevole sorpresa, i restanti provino ad approcciarsi, l'entrarvi in contatto o meno dipenderà da tanti, troppi fattori personali, non tentare sarebbe comunque un errore a priori.

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