PROFUNDIS TENEBRARUM – Apocalypchrist

 
Gruppo: Profundis Tenebrarum
Titolo:  Apocalypchrist
Anno: 2011
Provenienza: Spagna
Etichetta: Antichristian Front Records
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TRACKLIST

  1. Timeless Void Of Anguish
  2. Blissful Torment
  3. As Nemesis Burns
  4. Revolting Against My Flesh
  5. Final Bloodshed
  6. Into The Black Flame
  7. Duer Distant Horizons
  8. Blessed In Impurity
  9. Beyond The Aris Of Knowledge
  10. Darkness Unfolds
  11. Gleams Of Death
  12. Sacrilegious Domains
  13. Apocalypchrist
DURATA: 01:06:07
 

La Spagna è un territorio che continua a essere fertile nell'ambito black, in questi ultimi anni nomi come Numen ed Empty, fra i tanti, sono stati una presenza non occasionale nel mio stereo, non conoscevo però la realtà dei Profundis Tenebrarum.

Il quartetto valenciano che vede Noctvrn alla voce — l'artista in questione è anche il proprietario dell'etichetta che li produce, la Antichristian Front Records —, Estela al basso, Nosfer alla chitarra e Alfred Berengena dietro le pelli in qualità di session sia in quest'album che nel precedente "Pathogenesis" pubblicato nel 2008, il suo nome non è di sicuro nuovo agli appassionati del mondo underground, è in giro dal 1997, anno del rilascio del primo demo "Dark And Eternal" e si è ritagliato il proprio piccolo spazio grazie alla coerenza e alla cattiveria che caratterizzano le prove sin qui composte.

Il sottoscritto li ha incrociati come spesso avviene per puro caso, non chiedetemi perché continuo a usare Myspace, però è così e dopo un primo approccio proprio con Noctvrn, peraltro molto disponibile, ho ricevuto la copia di "Apocalypchrist", disco del quale ho trovato ben poche informazioni in giro.

Tredici tracce che si protraggono per oltre sessantacinque minuti di durata, un sound che è evidentemente stato partorito per dar seguito alle gesta scandinave degli anni Novanta, non è difficile affiancare Svezia e Norvegia quali prime fonti dalle quali si è attinto per alimentare una proposta sfrontata, maligna ma tutt'altro che devota alla mera violenza come suo unico scopo.

Immaginate un incrocio di gruppi quali Marduk, Dark Funeral, Setherial con Satyricon ed Emperor, c'è quindi una mole gigantesca di suoni che attingono dal nero sfoderando sferragliate massicce melodiche, incanalandosi in territori oscuri che vengono esaltati da ponderati inserimenti di synth e una furia primordiale che si scatena nel drumming devastante del Berengena.

Gli esempi di tale gestazione in fermento sono molteplici: dall'arrembante opener "Timeless Void Of Anguish" nella quale Noctvrn con la voce stridula s'impone su di un riffato travolgente, al contatto con il caterpillar "As Nemesis Burn", una traccia indiavolata e dotata di quel pizzico di sacralità che giova a fornire una dimensione meno ridondante, l'accoppiata che vede susseguirsi "Final Bloodshed", probabilmente la migliore per feeling melodico, e una "Into The Black Flame" nella quale l'appeal di una sezione ritmica non lontana dal rimembrare la potenza espressiva del death vien fuori dirompente, giungendo dapprima a "Beyond The Knowledge Of Aris" divisa fra spontanea irruenza e scelte di stampo atmosferico che la rendono una delle canzoni più interessanti e varie del lotto e successivamente alla fine della scaletta con la titletrack devota alla lezione musicale lasciata in eredità dagli Emperor.

Capitolo a parte meritano i due lunghi strumentali insolitamente posti ad antecedere "Apocalypchrist", si tratta di "Darkness Unfolds" e "Gleams Of Death", brani completamente nudi, spogliati delle ritmiche sostenute e del guitarworking ferino a favore di una differente proiezione fatta di suoni lunghi, rumori.

Una scia di parole emerge in lontananza insieme a qualche nota di piano nella prima, un mood similare ma lievemente più animoso, scariche di vento e colpi acuti che segnalano una crescente forma d'inquietudine che scaturirà nella ripresa dei lavori nella traccia conclusiva della seconda, più che altro vien da chiedersi: come verranno valutati questi venti minuti di stop forzato? Saranno assorbiti dall'ascoltatore calandosi nell'atmosfera tetra in attesa dell'ultima ripartenza o verranno saltati a pie' pari a causa della necessità di non interrompere quel feeling malevolo creatosi in antecedenza? Entrambe le soluzioni sono da prendere in considerazione, dipenderà probabilmente dalla giornata e dal tipo di voglia con la quale si affronterà l'ascolto di "Apocalypchrist".

La produzione del disco affidata alle mani del batterista Alfred Berengena e svoltasi nei suoi Yor Sound Recordings ha inquadrato in maniera precisa la volontà dei Profundis Tenebrarum, quella volontà che vuole una presenza bestiale e disumana a rappresentarne l'essenza.

Ho quindi speso parola su di un disco black modellato per chi è cresciuto col genere, le novità gli iberici le lasciano volentieri ad altri, ciò che è racchiuso in "Apocalypchrist" rimembra quegli anni Novanta mai dimenticati e sempre amatissimi.

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