PROGENIE TERRESTRE PURA – U.M.A.

PROGENIE TERRESTRE PURA – U.M.A.

Gruppo:Progenie Terrestre Pura
Titolo:U.M.A.
Anno:2013
Provenienza:Italia
Etichetta:Avantgarde Music
Contatti:FacebookBandcamp
TRACKLIST

  1. Progenie Terrestre Pura
  2. Sovrarobotizzazione
  3. La Terra Rossa Di Marte
  4. Droni
  5. Sinapsi Divelte
DURATA:51:20

Ci sono band che impiegano diversi anni ad emergere dall’oceano (sempre più saturo) di piccole realtà, e c’è chi con un demo/promo di poche tracce riesce a guadagnarsi immediatamente una piccola schiera di fan. I Progenie Terrestre Pura fanno parte della seconda categoria, già da un po’ sentivo parlare molto bene di loro ed ora che è arrivato il momento del debutto sulla lunga distanza ho finalmente avuto la possibilità di tastare il terreno.

Il terreno su cui ci troviamo non sembra essere del nostro pianeta: Eon[0] e Nex[1] ci trasportano infatti verso galassie lontane e paesaggi fantascientifici attraverso il Black Metal atmosferico dei pezzi contenuti in U.M.A. (Uomini, Macchine, Anime). Non è un caso che più di una volta siano stati accomunati ai Darkspace, ma l’accostamento si limita alle tematiche su cui si fondano entrambi i gruppi, poiché sia il modo di intenderle che la loro trasposizione in musica mettono in evidenza notevoli differenze; piuttosto li vedo più vicini (per quanto comunque ancora distanti) alla visione sognante dello spazio dei portoghesi Sirius, però senza dubbio nell’oggetto di questa recensione si va oltre.

C’è una sensazione costante da musica New Age, a tratti mi è parso di sentire qualche influenza dai Tangerine Dream (“La Terra Rossa Di Marte”); un buon uso dell’elettronica che infonde elementi IDM e alcune soluzioni di stampo Progressive completano il quadro. I brani sono ben costruiti, le fasi Ambient sono sapientemente alternate a quelle Black Metal (ispirate al sound atmosferico degli ultimi anni) che in più di un’occasione offrono riff decisamente interessanti (“Sovrarobotizzazione” su tutte); i sintetizzatori spesso assumono sembianze futuristiche, contribuendo alla creazione degli scenari sci-fi. La batteria elettronica si occupa di dare un tocco meccanico al tutto, c’è ben poco da contestare dato che raramente se ne trovano programmate con una tale cura; il limite di una drum machine purtroppo è quello dei suoni che, per quanto siano buoni, in alcuni frangenti suonano fin troppo artificiali. Sicuramente è un difetto di minore importanza, anche perché l’attenzione posta sulla sezione ritmica (specialmente nelle fasi più elaborate e in quelle in cui anche il basso si ritaglia qualche spazio) riesce a compensare. Personalmente ho trovato la voce non del tutto convincente, lo scream quasi sussurrato in alcuni passaggi del pezzo d’apertura, ad esempio, non sembra perfettamente adatto al contesto; le parti in clean, al contrario, sono ben inserite, come in “Sinapsi Divelte”.

Sostanzialmente si tratta di un debutto più che buono, ha i suoi piccoli difetti ma le potenzialità sono presenti e anche già ben sviluppate. Devo ammettere comunque di non comprendere del tutto l’eccessivo entusiasmo per questo disco, senza volere così sminuire la qualità del lavoro. Certamente fa piacere avere band nostrane di questo calibro, per ora posso solo sperare che riescano a confermarsi nei prossimi anni. Nel frattempo rimettiamo su questo U.M.A. e godiamocelo più e più volte.

Facebook Comments