PROSPERITY DENIED – Go For Progress

PROSPERITY DENIED – Go For Progress

Informazioni
Gruppo: Prosperity Denied
Anno: 2010
Etichetta: Refused Records
Contatti: www.myspace.com/prosperitydenied
Autore: Mourning

Tracklist
1. Cumshot Of Reality
2. Crusadör
3. Wasabi Overdose
4. Sluxxx
5. Homo Apparatus
6. 731 Guinea Pigs
7. Go For Progress
8. Nekropolis
9. Tanks & Flowers
10. She Came From The Sewer
11. Dawgs Of War
12. Ich Werd’ Zum Kinski
13. Concrete Tsunami
14. The Space Jockey

DURATA: 43:38

PROSPERITY DENIED - Go For Progress Sono un trio proveniente dall’Austria i Prosperity Denied, non conosco l’album di debutto della band ma posso assicurarvi che il nuovo “Go For Progress” è una divertente mazzata a capocollo che unisce del buon death/thrash dal tratto melodico a sfuriate hardcore/grind di una violenza elementare.
I quasi quarantacinque minuti del disco sembrano una rivisitazione di Defleshed e The Crown con le ultime influenze citate antecedentemente a diversificare un flusso sonoro che si diletta a scaricare rabbia e pura adrenalina all’interno di composizioni cariche di impatto, risulta davvero semplice farsi trasportare dalla naturale espressione priva di fronzoli di brani come “Wasabi Overdose”, “She Came From The Sewer” e “Concrete Tsunami”.
Il groove insito in una “Homo Apparatus” o la solistica in stile Tarvonen che fuoriesce prorompente in “Dawgs Of War” non fanno altro che invogliare all’ascolto di un platter che scorre liscio, non ha ostacoli se non quello di cadere alle volte in fasi che tendono a rendere magari sin troppo omogeneo il trascorrere dei minuti con scelte prevedibili ma che non impediscono di sicuro una salutare scapocciata, cosa che anche la titletrack “Go For Progress” “consiglia” vivamente di mettere in atto durante il proprio svolgimento.
La produzione è veramente bella, il suono delle chitarre in particolare è fantastico e da una profondità e potenza allo sviluppo dei vari episodi determinanti sia in fase di riffing, sia quando gli assoli si fanno strada, altrettanto valida è la prestazione strumentale del trio che pesta, macella, si ritaglia le aree dedite al melodico e non da ultima una prova vocale massiccia che alterna growl e fasi hardcore dure come la pietra.
Sono rimasto felicemente sorpreso dall’incontro musicale con questa band, sinceramente spero non mi deluda il primo capitolo da loro sfornato “Consciouness” datato 2007, per ora continuo a rimetter su “Go For Progress” consigliandolo vivamente a chi apprezza le due realtà citate, vedrete che le divagazioni in altro territorio non vi porteranno fastidio risultandovi alquanto goderecce.

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