PSYCHOTIC DESPAIR – Personal Identity

PSYCHOTIC DESPAIR – Personal Identity

Informazioni
Gruppo: Psychotic Despair
Anno: 2010
Etichetta:  L’Inphantile Collective
Autore: Mourning

Tracklist
1. Grinded Mind
2. Fear And Traumatism
3. (Go) Realistic Portrait Of Mankind
4. Personal Identity
5. Painful Suffering
6. Tool Of A Generation
7. Accidental Autoerobic Death
8. Finger Of The Trigger
9. Deep Illusion
10. Dead End
11. Memories
12. Cruel
13. Liquefied
14. Miss Psycho
15. Outro

DURATA: 37:02

PSYCHOTIC DESPAIR - Personal Identity Quando penso alla Repubblica Ceca il mio sorriso tende ad allargarsi pensando a gente come Purulent Sperm Canal o Jig Ai, è una terra che mi ha sempre regalato momenti goderecci conditi da buone esecuzioni o da sbilenche e assurde atmosfere.
Gli Psychotic Despair vengono da lì e con i Jig Ai condividono pure due elementi Stefy (batteria) e Brain (chitarra), si ripresentano con il successore del già buon omonimo che si appresta a farmi godere per l’ennesima volta.
Già, “Personal Identity” è come trovarsi in trincea con mitragliatrici pronte a raffiche violente e continue, evitarle? Impossibile, si viene colpiti a più riprese da una miscela ben convogliata di sonorità che vanno dai Napalm Death/Terrorizer coniugati alla modernità dei Misery Index di quel Jason Netherton che adoravo già dai tempi dei Dying Fetus.
Iniziando dall’opener “Grind Minded” e percorrendo in un viaggio ipotetico a tappe, quelle più significative potrebbero essere identificate in “(Go) Realistic Portrait Of Mankind”, “Personal Identity”, “Cruel” e “Liquified”.
Il disco scorre veloce alternando situazioni e soluzioni dedite sia al fraseggio ricercato sia alla semplice e pura sparata corsa senza fiato, possedendo in entrambi i casi il giusto piglio e gusto per rendere accattivanti e degni di nota i brani.
Il lavoro in ambito di produzione, pulito e ben delineato, fa sì che gli strumenti siano equilibrati e che il basso ne tragga vantaggio, la prova del nostro connazionale Adriano Neri (ex Novembre e Another Day) è infatti una delle cose più belle insite in “Personal Identity”.
La band ceca non porta nuova linfa creativa, si assesta su un già conosciuto che non dispiace per come viene assemblato ed eseguito.
Consiglio quindi il nuovo Psychotic Despair agli amanti del genere perché è un disco di quelli che fa sempre piacere avere fra le mani, un ascolto che ti rianima la giornata.

Facebook Comments