PURGATORIUM – Still In Search

 
Gruppo: Purgatorium
Titolo: Still In Search
Anno: 2017
Provenienza: Svezia
Etichetta: Discouraged Records
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TRACKLIST

  1. Still In Search
  2. Miklagård
  3. Never Dance
  4. Intro
  5. This Is My Homeland
  6. Incoming
  7. Outro
DURATA: 29:28
 

I Purgatorium sono una delle tantissime band che, formatesi in Svezia sul finire degli anni '80, non sopravvissero allo scorrere inesorabile degli anni, ma che a differenza di tanti esimi compagni d'arme non arrivarono nemmeno oltre al paio di demo pubblicati su cassetta durante i lunghi inverni scandinavi: a ricordarli, quindi, saranno ben pochi. Nemmeno Daniel Ekeroth li ha infilati nella sua compilation, tanto per dire.

Formalmente, "Still In Search" è il loro album di debutto. In realtà, "Still In Search" è composto da un promo di tre tracce, più quattro recuperi d'antan di un demo ("Travels") che videro tutti la luce nel 1994, poco prima dello scioglimento del gruppo, e certo non può bastare questo per definire il CD stampato da Discouraged Records un vero e proprio album.

Andando ad affrontare la musica in sé, c'è poi da operare un distinguo: "Travels" è decisamente migliore dei tre nuovi brani, per una serie di ragioni abbastanza surreali. Prima di tutto la qualità di registrazione: non è pensabile che un paio di demo registrati su cassetta da alcuni giovinastri nel 1994 oggi vengano spacciati per un album di inediti. Secondariamente, se "Travels" era perfettamente in linea con il death metal dell'epoca, lento, caldo, sofferto e a suo modo affascinante, i tre pezzi che danno il titolo all'album sembrano un tentativo fuori tempo massimo di scimmiottare qualcosa di non troppo chiaro.

Soprattutto la titletrack pare strizzare più l'occhio al thrash della seconda metà degli anni '80, una roba più dai Merciless ad andare indietro che non dai Merciless a venire avanti, come invece dovrebbe essere. Non che sia necessariamente un male, ma la direzione della band già nel 1994 non era chiarissima, e non mi stupirei se queste incertezze avessero giocato un ruolo importante nella decisione di interrompere l'avventura. In ultimo, non si è in grado di capire bene perché i Purgatorium debbano sostanzialmente riproporre un promo e un demo di due brani (più intro e outro) per un totale di meno di mezz'ora di musica.

D'altro canto, se come il sottoscritto siete malati di speleologia svedese, siete cresciuti a pane, Unanimated, Grave e Nihilist, perché gli Entombed si sono bevuti il cervello e siete convinti che Michael Amott debba cagarsi in mano e prendersi a schiaffi per le cose che pubblica da anni a questa parte, forse i Purgatorium dovreste ascoltarli.

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