PURGATORY – Necromantaeon | Aristocrazia Webzine

PURGATORY – Necromantaeon

 
Gruppo: Purgatory
Titolo:  Nectomantaeon
Anno: 2011
Provenienza:   Germania
Etichetta: War Anthem Records
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TRACKLIST

  1. Arrival Of The Undivine / Reaping
  2. The Diseased
  3. Where Darkness Reigns
  4. Glorification Of The Lightbearer
  5. Downwards Into Unlight
  6. Scourging Blasphemies
  7. Calling The Grand Destroyers
  8. Necromantaeon
  9. The Collapse Of Tides
DURATA: 32:37
 

Perché amo certe realtà? Perché so cosa attendermi, so che non tradiranno mai la fiducia che vi ripongo, so che quando vorrò ascoltare solo una prestazione death metal onesta e fatta seguendo i canoni avrò ciò che cerco. Le realtà operaie ma fondamentali per portare avanti un genere sono una carta importante a disposizione di chi segue la scena da anni.

I tedeschi Purgatory fanno parte di questa schiera di act coerenti, pronti a rilasciare quel disco che ogni due o tre anni finisce di diritto nella mia collezione, spesso non ho avuto neanche bisogno d'ascoltarlo, la mia fiducia questi ragazzi se la son guadagnata con il primo "Damage Done By Worms".

Da lì in poi le uscite hanno mantenuto costantemente un livello qualitativo ben al di sopra della sufficienza, mostrando inoltre una dedizione e passione vivide, il combo di René Kögel (chitarra) e Lutz Götzold (batteria), membri fondatori, accompagnati in questa avventura da Peter (basso) e da Mirko Dreier (voce) possiede ciò che serve per suonare death metal come si deve, l'attitudine.

2011, a tre anni di distanza dall'ultimo "Cultus Luciferi – The Splendour Of Chaos" (troverete la recensione girando per il sito) ne sfornano il successore, "Necromanteon", album che prosegue il percorso tracciato da "Luciferianism" e quello antecedentemente citato, il sound attinge dalla matrice est europea, soprattutto da gente come Vader e Hate, non mancano le inflessioni che ricordano i Morbid Angel, siamo quindi in una botte di ferro, melodia malsana, ritmi maligni e frequentemente spinti, abbiamo dinanzi l'ennesima conferma che i Purgatory non hanno nessuna intenzione di svoltare verso direzioni catchy o svendersi.

Brani come "Glorification Of The Lightbearer", "Scourging Blasphemies" e "Calling The Grand Destroyers" sono più che sufficienti per far apprezzare il lavoro di questi musicisti, non ci sono filler, il disco è una bella e sfrontata mazzata di quasi trentatrè minuti che è davvero un piacere far girare almeno un paio di volte consecutive nello stereo prima di cambiare platter.

In questi ultimi anni la produzione si è affinata, il comparto vocale si è irrobustito con Lutz decisamente votato allo stile di Peter dei Vader e che comunque ci prova a distaccarsi da quella metrica e seppur non sempre ci riesce chi se ne frega onestamente, quando il risultato è un "Necromanteon" che ti fa scapocciare dall'inizio alla fine il problema della derivazione non me lo pongo proprio.

Come detto un paio di righe più su l'attitudine e lo spirito con cui si vive il genere fanno la differenza, nei Purgatory sono chiaramente percettibili entrambe le componenti.

Conoscete già questi ragazzi? Avete acquistato loro lavori in passato? Non c'è allora bisogno che aggiunga altro, sapete cosa fare, per chi invece fosse alla sua prima volta con il sound dei teutonici, dopo aver ascoltato "Necromanteon" si faccia venir voglia di guardare indietro e acquisto dopo acquisto si troverà in casa del solido old school death metal, amici così ti risolvono le giornate.