RABID DOGS – Rabid Dogs

Informazioni
Gruppo: Rabid Dogs
Anno: 2011
Etichetta: Don Carlos Productions
Contatti: www.myspace.com/rabiddogsgrind
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro
2. Rabid Dogs
3. Sex, Drugs And Corruption
4. Politicians
5. Cop’s Blood
6. Gang War
7. The Big Racket
8. Fernet Death Squad
9. Killer Elite
10. The Poo Man
11. Those Of The Uno Bianca
12. Bankrobbers
13. Don Carlos
14. Self-Made Justice
15. A Dangerous Toy

DURATA: 31:45

RABID DOGS - Rabid Dogs I Rabid Dogs nascono dalle ceneri dei Bestial Devastation, la band di Chieti suona un grind’n’roll scatenato, inutile dire che la scelta di dare inizio a una propria discografia con un album omonimo la ritenga azzeccata, un biglietto da visita che mette sul piatto: genunità, impatto, ironia e una sana dose di “critica” nei confronti di un sistema italiano fuori controllo che per certi versi potrebbe accomunare il trio formato da Doc (chitarra e voce), Blade (basso e voce) e 32 (batteria e voce) ai portabandiera Cripple Bastards.
E’ una prova dal sapore cinematografico quella dei Rabid Dogs, il monicker stesso rimanda alla pellicola di Mario Bava del 1974, è una componente forte quella che vede accoppiare musica violenta ed espressiva a samples tratti dal mondo del cinema: “Politicians” vede inserita in sè una porzione presa da “Due Superpiedi Quasi Piatti”, “The Big Racket” dall’omonimo film di Castellari, “The Poo Man” cita i Vanzina di “Una Vacanza Bestiale”, “Bank Robbers” Umberto Lenzi e la sua “Roma A Mano Armata” e “A Dangerous Toy” invece “Il Giocattolo” di Giuliano Montaldo.
Perchè adoperarne così tanti? Probabilmente perché scorrendo la tracklist vi accorgerete di come i fatti e le composizioni rimandino a una storia italica che ha fatto spesso della violenza un argomento poi divenuto portante della filmografia nel periodo seventies.
L’Italia dei “Cani Rabbiosi” come poteva risultare credibile e calata in pieno in quella realtà di fatto se non sovrapponendole una forma figurata a riferimento?
 Ecco così cambi di tempo irruenti (“Those Of The Uno Bianca”), coretti che ti entrano in testa (“Fernet Death Squad”), ritmiche groove e un’attitudine “‘n’roll” che fornisce quell’incedere coinvolgente (“The Poo Man”) ai trenta minuti e poco più. Le tracce sono infarcite di richiami che calzano a pennello a una situazione politica nazionale più che ridicola, bel lavoro ragazzi
Dotato di una discreta produzione curata agli Alien Recording Studio di Lanciano, “Rabid Dogs” è un disco da godersi lasciandolo viaggiare dritto per dritto, zero pause, solo una raffica di brani che spaccano, t’invitano all’headbanging e a metter su una pellicola degli anni ’70 per entrare a pieno contatto con lo “Spaghetti Mood” del platter.
Cosa desiderare di più dalla vita? Lo metto su ancora una volta che repetita iuvant e in questo caso diverte pure.

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