RADAR MEN FROM THE MOON – Echo Forever

 
Gruppo: Radar Men From The Moon
Titolo: Echo Forever
Anno: 2012
Provenienza: Olanda
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Echo Forever
  2. Atomic Mother
  3. Dance Of Black And White Paint
  4. Darkness
  5. Heading For The Void
  6. Where Sky Meets Earth
  7. Avant-Garde Luxury
DURATA: 50:54
 

Non è passato neanche un anno da quando ho avuto modo di recensire il primo lavoro degli olandesi Radar Men From The Moon intitolato "Intergalactic Dada & Space Trombones" e mi ritrovo qui a scrivere del secondogenito "Echo Forever". Il trio orange non ha perso tempo, smalto e voglia: veloci, vero? Può darsi, l'importante era mantenere fede alla prestazione originaria, fornendo un'altra grande prova. Ci saranno riusciti? La risposta è sì.

È innegabile che certi musicisti più di altri siano portati a vivere ed esprimere la loro arte trovando sempre e comunque gli incastri, le sonorità e gli effetti più adatti a dare libero sfogo a quelle voluttuosa attitudine da sognatori psichedelici. Questi tre ragazzi rientrano perfettamente in tale categoria e il nuovo album non fa che confermare punto dopo punto quanto le influenze della band (Kyuss, Hawkwind, Colour Haze, Hypnos 69, Astrosoniq, Pink Floyd, My Sleeping Karma) siano state assorbite indelebilmente e fatte confluire in una stesura ancor più dinamica, d'ampio respiro e variopinta. Al tempo stesso è evidente il raggiungimento di una maturazione compositiva che tende a far vibrare le emozioni con una gamma di melodie e soluzioni stilistiche una più indovinata dell'altra.

"Echo Forever" mostra continuamente striature eteree alternate a foschie drogaticce, paradisi artificiali che si scontrano con deserti galattici; è un viaggio estenuante fra spazio e terra enfatizzato dall'effettistica che — miscelando phaser, flanger, fuzz e famiglia, coniugati ai consueti estratti da film sci-fi retrò — importa nella nostra mente immagini efficaci in maniera contrastante.

La psichedelia domina, il jammare è fluido, naturale e il pensiero si ritrova libero di veleggiare, scatenandosi nei momenti più sostenuti e stentorei, facendosi assorbire e sballottare dalle gigantesche nebulose della traccia d'apertura ("Echo Forever"), esempio paesaggistico affine a quel tipo di sensazioni; levitare impazzito fra le disfunzioni umorali di "Atomic Mother", dove il basso di Jan Titus Verkuijlen in così bella mostra è davvero invitante e penetra nel cervello, scavando dei veri e propri solchi.

Potrei scrivere e scrivere, illustrando integralmente i sette brani, in quanto ognuno possiede più di una motivazione valida che lo rende unico all'interno del disco e pertanto meritevole di ascolto prolungato e ripetuto nel tempo. Per il sottoscritto è quindi inutile quanto estenuante dilungarsi sulle qualità di un album che cresce giro dopo giro nello stereo, divenendo un'ottima via di fuga dalla calura di un'estate siciliana torrida. Il mare solcato è siderale e può accoglierci tutti, davvero tutti.

Ennesimo acquisto da poter fare anche a scatola chiusa: i Radar Men From The Moon si inseriscono con "Echo Forever" prepotentemente nella fascia d'uscite "d'alta borghesia" del genere e ad alta voce urlano «ci siamo anche noi!». Assolutamente da avere!

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