RADAR MEN FROM THE MOON – Subversive I

RADAR MEN FROM THE MOON – Subversive I

 
Gruppo: Radar Men From The Moon
Titolo: Subversive I
Anno: 2015
Provenienza: Olanda
Etichetta: Fuzz Club Records
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TRACKLIST

  1. Deconstruction
  2. Habitual
  3. Neon
  4. Haciënda
DURATA: 35:48
 

I Radar Men From The Moon sperimentano, mutano e si dilettano a giocare con la propria arte, sono ispirati e sempre pronti a virare in corsa. I tre album sinora pubblicati e da noi recensiti ne sono prova inconfutabile. Gli Olandesi sono una formazione che ama allargare i propri orizzonti, come fatto con "Subversive I": «the first installment of a tryptich».

Il gruppo non si è del tutto snaturato, difatti sia la propensione al viaggio cosmico che a invadere l'atmosfera con ondate dense e prorompenti di psichedelia (talvolta anche più che acida) sono componenti tuttora presenti e persistenti all'interno di un suono che, partendo dalla matrice space e krautrock, è divenuto per l'occasione più criptico e chiuso su se stesso. L'uscita in questione viene alimentata da un'essenza ermetica che fa del riff ciclico anestetizzante una costante, da un'ambientazione nebulosa molto più concentrata e stabilizzata rispetto a quella percepibile nell'immaginario fluido di "Echo Forever" e da un carattere scontroso e alienante: queste sono le basi sulle quali vengono innestate incursioni di stampo noise e industriali. "Subversive I" non è quindi guidato dalle voglie degli ormai consueti astronauti liberi di svolazzare e jammare con assiduità. La chiara impressione che i meccanismi in esso installati siano stati volutamente robotizzati si fa ancora più limpida nella mente nel momento in cui gli scenari assumono connotazioni desolanti e capaci di imprigionare l'ascoltatore, sprigionando un fascino a dir poco cupo, statico e minaccioso.

Non mi attendevo — ma non mi è affatto dispiaciuta — questa versione ossessiva e destabilizzante dei Radar Men From The Moon. Ritengo comunque sia ovvio che chi — come del resto anche il sottoscritto — si era abituato a girovagare l'universo, galleggiando assuefatto e spensierato in loro compagnia, potrebbe inizialmente rimanere spiazzato da questo quarto capitolo ufficiale. Non siate frettolosi nel giudicarlo, poiché dovreste tenere in considerazione il fatto che essendo parte di una trilogia gli è stato conferito un preciso ruolo da interpretare.

Nella speranza di poter udire i due successivi lavori in tempi medio-brevi (solitamente i ragazzi non si perdono in chiacchiere e producono musica con continuità), in modo tale da poter valutare l'opera "Subversive" nella sua integrità, vi suggerisco di affondare nell'ascolto. Del resto ciò che oggi potrebbe straniare, domani potrebbe pure incantare.

 

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