RADIOCROMA – Il Corso Dei Balocchi

 
Gruppo: Radiocroma
Titolo:  Il Corso Dei Balocchi
Anno: 2014
Provenienza:   Italia
Etichetta: Red Cat Records
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TRACKLIST

  1. Tommaso Aspetta
  2. Pasquale Nel Cubo
  3. Muria La Malata
  4. Il Timido Attanasio
  5. La Bolla
  6. Sulla Strada Di Cantù
  7. Corso Dei Balocchi
  8. Sul Ciglio Della Strada
  9. Femmena Gioia
  10. Luna Pendente
  11. La Campana
DURATA: 38:39
 

I Radiocroma s'ingegnano, i Radiocroma sono dei cantautori a servizio della società, i Radiocroma sperimentano, rimanendo comunque ben ancorati con i piedi per terra. Ma la domanda che dovreste farvi è: chi sono i Radiocroma? Qualcuno forse ricorderà le figure di Alessandro Toso e Gianluca Materiale con il nome Pentothal, poi morti e risorti agghindati da Nohaybanda, seconda entità che ha lasciato infine posto a quest'ultima, ora al debutto sotto Red Cat Records con "Il Corso Dei Balocchi".

I musicisti nostrani cantano e raccontano, le loro canzoni descrivono situazioni e spaccati di vissuto quotidiano con la semplicità melodica del pop, rifinito con minuzie elettroniche, folk e cantautorali. È stato così realizzato un album paragonabile a una seriet tv a episodi, nella quale di puntata in puntata cambia l'interprete principale, mantenendo costante però quella sorta di feeling poetico elementare-minimalista che fa da guida; aspetto perfettamente riscontrabile in una traccia come "Sulla Strada Di Cantù".

"Il Corso Dei Balocchi" soffre la sua stessa voglia di guardare avanti: al suo interno è piacevole imbattersi negli elementi "caparezziani" raccolti in "Pasquale Nel Cubo" e nello strambo modo in cui si elettrizza il pezzo che porta il nome del disco, inoltre è apprezzabile la pacata riflessione esposta da "Muria La Malata". L'album tuttavia sembra perdere brio, esprimendosi stancamente, in "Femmena Gioia", canzone per nulla male ma lontana dal possedere la brillantezza sfoderata dalle compagne di scaletta, e in "La Bolla", che stranamente mi ha ricordato uno dei miei incubi musicali chiamato Neffa!

Mettendo da parte l'avversione del sottoscritto per qualsiasi cosa ricollegabile alla versione popolare del sopracitato "artista" e tornando a scrivere dei Radiocroma, è giusto dar loro atto d'essersi distaccati sia da quel carrozzone filosofico pretenzioso che sembra aver trovato l'humus adatto per proliferare nell'underground italico (lascio a voi l'imbarazzo di scegliere i nomi possibili da inserire nel suddetto filone musicale), sia da quella orda di alternativi che poi tali non sono. Al contrario la loro proposta è impegnata, ma senza ostentazioni.

Il supporto fornito dalla sezione video curata da Mauro Serra, che dona a ogni singolo pezzo una propria interpretazione visiva, aiuta infine a entrare in contatto con l'intera opera.

"Il Corso Dei Balocchi" è un disco da ascoltare, da guardare e comprendere, uno di quegli album che richiedono tempo e che potrebbe passare dallo status di presenza  evanescente nello stereo a quello di scelta del giorno che si ripete continuamente e viceversa: tutto a seconda di come affronterete questo viaggio fatto di spensieratezza e costanti riflessioni.

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