RAGNAROK – Malediction

 
Gruppo: Ragnarok
Titolo:  Malediction
Anno: 2012
Provenienza:  Norvegia
Etichetta: Agonia Records
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TRACKLIST

  1. Blood Of Saints
  2. Demon In My View
  3. Necromantic Summoning Ritual
  4. Divide Et Impera
  5. (Dolce Et Decorum Est) Pro Patria Mori
  6. Dystocratic
  7. Iron Cross – Posthumous
  8. The Elevenfold Seal
  9. Fade Into Obscurity
  10. Sword Of Damocles
DURATA: 44:54
 

I Ragnarok a parere del sottoscritto sono una di quelle formazioni che non ti deludono mai e non esaltano nemmeno, non c'è un disco veramente brutto nella loro discografia e in ugual modo è assente quel capolavoro che valga la pena di tramandare ai posteri. Si difendono sempre e comunque, ponendosi in maniera coerente, violenta e con meno fronzoli possibili, infliggendo sonore batoste black metal, il settimo sigillo intitolato "Malediction" mantiene viva la tradizione.

La prestazione del quartetto norvegese capitanato da Jontho, ormai unico superstite fra i componenti originali, con armi rodate e ben affilate si schiera all'attacco, proprio il batterista e il bassista DezeptiCunt (anche seconda voce) schiantano l'ascoltatore incollandolo allo stereo con brani che sfoggiano partiture ritmiche fulminee. Le tirate sono spezzacollo e in certi frangenti sembra di essere bombardati, la sei corde di Bolverk invece propone anche sezioni melodiche nelle conclusive "The Elevenfold Seal" e "Sword Of Damocles" che riescono a lasciare il segno del proprio passaggio in mezzo a un riffato che preferisce mantenere i ranghi serrati e non piegarsi agevolmente a tale aspetto.

La band è in forma, un po' al di sopra di ciò che "Collector's Of The King" aveva offerto, i piccoli dettagli aiutano a sorreggere tale tesi sin dai primi istanti grazie a quel brevissimo incipit sinfonico con il quale si da il via alla devastante "Blood Saints". Rincara poi la dose palesando ad esempio la spontaneità delle linee di basso rozze e sprigionanti odio di "Divide Et Impera" (brano che però evidenzia quanto ci sia un problema, piccolo a dire il vero, nei suoni di questo disco) e "Dystocratic" (capitolo che più old school non si può con i suoi accenni al metal oscuro degli anni Ottanta). Le tracce si fanno apprezzare e ascoltare con interesse. Il cantante in tutto questo che ruolo ha? HansFyrste, personaggio che conosciamo anche per la sua militanza negli Svarttjern, è una sicurezza, la sua voce dura, maligna e diretta è lo sfogo ideale per una tipologia di musica che mostra di possedere spavalderia e tendenza continua all'assalto.

Ovviamente dietro l'angolo c'è sempre il rischio che dopo una serie ripetuta di passaggi nello stereo un minimo di noia possa palesarsi, pericolo previsto ma che stavolta non dovrebbe neanche esser così scontato dato che "Malediction" pare girar bene. Per quanto la produzione dell'album sia pulita e delinei con più che discreta resa il suono in genere, ci sono dei momenti in cui le note alte espresse dalle chitarre pare emettano dei fischi fastidiosi, proprio la citata "Divide Et Impera" ne è vittima, magari è un discorso bypassabile ed è solo questione di farci un po' l'abitudine.

"Malediction" è un album che conferma il buono stato di forma dei Ragnarok, manovalanza black metal che imperterrita batte strade note e gradite, la stabilità confermata è un buon segno per coloro che hanno amato le uscite precedenti, del resto le vecchie e care abitudini sono dure a morire.

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