RAM-PAGE – The Depths Of Rage

 
Gruppo: Ram-Page
Titolo:  The Depths Of Rage
Anno: 2013
Provenienza:   Russia
Etichetta: Metal Scrap Records
Contatti:

Sito web  Myspace

 
TRACKLIST

  1. Laceration
  2. Alert Dead
  3. Show
  4. The Past
  5. Way
  6. Night
  7. Wind
  8. Elevation
  9. The Darkness
  10. Fog
  11. Ghost
  12. Song Of Night
DURATA: 36:32
 

Il quintetto russo dei Ram-Page non aveva particolarmente emozionato il sottoscritto, tanto che nel recensire il secondo episodio discografico "Blooming Rust" avevo trovato parecchie pecche, tanta voglia di fare, ma poca, davvero poca sostanza. A quanto sembra il capitolo successivo, il terzo album "The Depths Of Rage", non ha cambiato di molto la situazione.

La scaletta, a eccezione di "Night", "Fog" e un paio di momenti sparsi, è tutt'altro che esaltante, si ha nuovamente a che fare con una rappresentazione cruda sia per suoni che produzione di un thrash vecchia scuola che di black possiede a stento il cantato in screaming di Vlad Privalov, non poi eccezionale, sorretto da un lavoro di chitarra parecchio scontato. La base ritmica in generale è alquanto prevedibile, priva ancora una volta sia della dinamica che della robustezza adeguate al tentativo d'assalto continuo apportato dal gruppo.

Il problema più grosso di "The Depths Of Rage" è il piattume, da cui non riesce a liberarsi: non bastano infatti qualche sprazzo di lucidità e le discrete, ma sin troppo sparute, apparizioni solistiche del povero Sergey Privalov a giustificare una prestazione di oltre trentacinque minuti scialba, priva di mordente e probabilmente utilizzabile una volta ogni morte di papa in qualità di semplice sottofondo d'accompagnamento.

Per come stanno le cose al momento, questi Ram-Page non sono in grado di concorrere neanche con la massa di formazioni da sei fisso in pagella. Per dare una svolta a questo scenario deludente sono necessari una bella pausa di riflessione e un'attenta revisione del materiale già pubblicato, gettando così nuove basi sulle quali impostare il prossimo futuro. Nuovamente bypassabili, con l'augurio che questa sia l'ultima volta che mi tocca definirli in tal modo.

Facebook Comments