RAMESSES – Chrome Pineal | Aristocrazia Webzine

RAMESSES – Chrome Pineal

 
Gruppo: Ramesses
Titolo:  Chrome Pineal
Anno: 2011
Provenienza:  Inghilterra
Etichetta: Ritual Productions
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TRACKLIST

  1. Chrome Pineal
  2. Blazoned Fauna
  3. Men Of Horror
  4. The Tomb [live]
  5. Before The Jackals [live]
  6. Black Domina [live]
DURATA: 39:48
 

I Ramesses sono troppo forzatamente ricordati per essere ex membri degli Electric Wizard e della realtà primorde che diede vita a quel combo, i Lord Of Putrefaction. Perché forzatamente? Perché questo trio di musicisti composto da Mark Greening (batteria), Tim Bagshaw (chitarra) e Alan Richardson (voce), per quanto lo si possa accostare a quelle band, è possessore di una personalità e di una consistenza caratteriale che trovo indiscutibile.

Dall'uscita del "Demo" datato 2003 passando per i momenti cardine legati ai rilasci del primo album "Misanthropic Alchemy" e "Take The Curse", è innegabile che ogni passo fatto sia stato una conferma di qualità e coerenza che ha attirato a sè ascoltatori divenuti fedeli sostenitori del nome.

Il 2011 è un anno intenso e oltre all'ultimo disco "Possessed By The Rise Of Magik", i Ramesses tirano fuori dal cilindro anche l'ep "Chrome Pineal" contenente altri quaranta minuti di musica. Sei brani divisi in due immaginarie sezioni, il trittico iniziale è infatti materiale ancora inedito mentre le tre tracce rimanenti sono estratte da un'esecuzione live avvenuta in Danimarca e datata 2007.

La massa psichedelica si fa pressante, è un gas allucinogeno che aziona uno switch temporale che ci riporta all'epoca in cui popolazioni quali gli Egizi o le civiltà mesopotamiche agivano indisturbate nei loro territori. Il suono è fluttuante, l'accentuarsi del mood medio-orientale e l'innalzamento di temperatura africano provocato dalle note collassate all'interno dello schema compositivo del brano posto in apertura e dell' episodio eponimo sono solo il passo che c'inoltra in un terreno traballante e che subirà variazioni ripetute.

Il mood allucinogeno diventa acido, ossessivo e inquietante con l'entrare in gioco di "Blazoned Fauna", i suoni riverberati con eccessiva e maligna costanza e l'oppressiva marcia scandita dalla voce pari a un Ozzy che più che sotto trip definirei sotto piacevole e stridente tortura appesantiscono e incarogniscono la prova. Cosa attendersi quindi dal capitolo che verrà a seguito?

"Men Of Horror" completa il rituale, coniuga le due anima presentate in antecedenza annerendole e donando loro una dose di ritualismo perseverante, minaccioso e ipnotico, non so in quanti ricordino il pezzo dei Coven intitolato "Satanic Mass" inserito in "Witchcraft (Destroys Minds And Reaps Souls)", un vero e proprio rituale satanico di massa, beh l'effetto per quanto la formula sia meno esplicita e corale non è lontano dal richiamare quell'intensità nera e solenne, non è una questione di base ma di puro e semplice fattore evocativo.

Con "The Tomb" (estratta dal demo omonimo), "Before The Jackals" ("Misanthropic Alchemy") e "Black Domina" (dall'ep "We Will Lead You To Glorious Times") si fa un salto nel comunque recente passato della band inglese, sono i Ramesses che conosciamo da tempo, che abbiamo imparato ad apprezzare e che fortunatamente supportati da una produzione decente anche in sede on stage fanno la loro sporca figura.

"Chrome Pineal" è un bel mini, di sicuro è più adatto a chi ha già confidenza con la musica e la discografia dei ragazzi, è un acquisto che ogni fan dovrebbe fare; se invece fosse solo l'impatto casuale che vi avesse condotto all'ascolto di quest'ep, vi consiglio di andare a recuperare i lavori di lunga durata e poi ponderare o meno se valga la pena fare questa spesa, non sarebbero comunque soldi buttati al vento in quanto comprare buona musica non fa mai male.