RAMESSES – Possessed By The Rise Of Magik

 
Gruppo: Ramesses
Titolo:  Possessed By The Rise Of Magik
Anno: 2011
Provenienza:  Inghilterra
Etichetta: Ritual Productions
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TRACKLIST

  1. Invisible Ritual
  2. Towers Of Silence
  3. Sol Nocivo
  4. Plague Beak
  5. Duel
  6. Safety In Numbness
  7. Possessed By The Rise Of Magik
DURATA: 51:46
 

È giunta la svolta? È arrivato il momento di cambiare strada? Onestamente non lo so, però è certo che il terzo disco dei Ramesses mi ha lasciato spiazzato. Se da un lato avendo avuto il piacere di far girare in contemporanea il mini "Chrome Pineal" accorgendomi di quanto il trio ci tenesse a mantenere la proposta viva e personale, dall'altro mi rendo conto che ai fruitori del "nero ritualistico" riscontrabile abitualmente nel loro suono certe soluzioni possano risultare non proprio facili da assimilare di primo acchito.

Il punto cruciale è legato esclusivamente alla prestazione di Adam Richardson che proprio come nell'ep investe le linee vocali con un'esecuzione sì evocativa e stavolta ancor più emotiva (agonia, disperazione e sofferenza lancinante la caratterizzano), ma che con l'uso calcato in alcune fasi di fraseggi puliti gradevolmente cantilenanti e quasi sgangherati (pensate a un Ozzy sotto acido e ubriaco) riesce a fare allo stesso tempo dei centri colossali ("Tower Of Silence" e "Duel") e altri dove si fa fatica ad assorbirla ("Possessed By The Rise Of Magik"). Discorso totalmente diverso quando Richardson sfrutta l'impostazione più classica e aggiunge un carico granitico alle già grevi sonorità imposte da brani quali "Sol Nocivo" e "Plague Beak".

La ruota ha girato e lo si nota sia da un comparto ritmico che tende ad allentare e dilatare i tempi portando a galla a più riprese la vena sabbathiana più magmatica e viscosa, stupendo il lavoro svolto per dinamica e gradazioni di colore dal duo Richardson/Greening, sia nell'altrettanto valido e cinereo riffato di Bagshaw che nelle note ha addensato una forte propensione melancolica, una nebbia fitta e avvolgente che pur non ammettendo che sprazzi di "vivido" sentore mortuario mantiene l'atmosfera saldamente ancorata a uno status tombale.

"Possessed By The Rise Of Magik" è il crocevia per il nuovo? L'evoluzione è evidente, c'è una ricerca complessiva che ha condotto il suono in direzioni maggiormente "ritual", è una droga che se nel recente passato aveva nell'adrenalina scaturita dalle movenze malvagie e persistenti dei brani uno dei riferimenti rocciosi, ha adesso trovato una strada alternativa per attecchire nel cervello dell'ascoltatore. La massa ambientale è stata accresciuta inverosimilmente, è doom atmosferico che incatena con il ricordo di un destino infranto e da cui è letteralmente impossibile scappare.

Tirando le somme i Ramesses con questo terzo capitolo non hanno fatto altro che confermare con una presa di posizione stilistica di non è essere solo la costola separatasi dagli Electric Wizard con il mero compito di vivere d'allori, la qualità e le strutture compositive hanno dai loro esordi posseduto un'essenza all'origine gioco-forza derivativa ma che ai giorni nostri reclama esistenza propria. Non lasciatevi quindi ingannare da quello che in tanti hanno definito un alleggerimento sonoro o un esagerato supporto malincolico d'andazzo gotico, "Possessed By The Rise Of Magik" è un album di matrice Ramesses non ci sono dubbi, è giusto che guardando avanti desiderino "sperimentare" e se ciò che ne vien fuori son lavori come il citato e "Chrome Pineal" potete stare sicuri che i vostri soldi siano in buonissime mani.

Mi rivolgo ai fan di vecchia data del trio, non arrendetevi al primo o secondo ascolto, date tempo al disco di entrarvi dentro, chissà che fra un paio d'anni non venga rivalutato con la nomea di capolavoro, si sa, il tempo è galantuomo.

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