RAMMSTEIN – Liebe Ist Für Alle Da

 
Gruppo: Rammstein
Titolo:  Liebe Ist Für Alle Da
Anno: 2009
Provenienza: Germania
Etichetta: Universal Records
Contatti:

Sito web  Facebook  Twitter  Youtube  Myspace

 
TRACKLIST

  1. Rammlied
  2. Ich Tu Dir Weh
  3. Waidmanns Heil
  4. Haifisch
  5. B********
  6. Frühling In Paris
  7. Wiener Blut
  8. Pussy
  9. Liebe Ist Für Alle Da
  10. Mehr
  11. Roter Sand
DURATA: 46:06
 

Eccoci qua con un nuovo album dei Rammstein. Mettiamo nel lettore il cd. Aspettiamo… e cosa troviamo? Un… album dei Rammstein! Chitarroni, cantato tedesco, vocione, tastierine dance, 4/4 e go! E come sempre, al primo ascolto, mi dico: «Soldi buttati via. Sempre la stessa roba, tutto in 4/4, questo riff sembra quello di quell'altra canzone, ecco quella lenta, ecco quella col nome di una città per fare i ruffiani ai concerti all'estero ecc. ecc.». Questo ipercriticismo mi parte sempre da dopo "Sehnsucht". Al primo ascolto "Mutter" mi parve inutilmente moscio e clonato, poi "Reise, Reise" e addirittura "Rosenrot" che volevo riportare al negoziante! Ma ogni volta, ascolto su ascolto, i loro pezzi mi prendono, li assimilo e divengono veri e propri cavalli di battaglia che ascolto a nastro per anni.

Ancor di più che in passato, i Rammstein scrivono brani diretti che daranno il meglio di sé dal vivo, ma risultano molto prevedibili all'ascolto su stereo. Oramai la macchina Rammstein è votata alle esibizioni live e un pezzo come "Rammlied", sorretto dal suo ritornello a base di «Rammstein, Rammstein», farà furore negli stadi, però è un giochetto già riproposto più volte in passato e non so più se considerarlo una ganzata (come il campionamento di cannone che i Bolt Thrower mi ripetono di continuo negli ultimi album) o una presa per il culo. Vada per la similitudine con i Bolt, eppure non ci butterei le pa… una gamba!

Oltre alla canzone del singolo "Pussy", per fortuna non il pezzo migliore dell'album (tanto il video l'avete visto tutti, inutile che ci spenda altre superflue parole), i brani che colpiscono di più sono "Waidmanas Heil" e "Frühling In Paris". Quest'ultimo segue la scia dei «brani coi nomi delle capitali», che a quanto pare sono risultati il pezzo forte da portare live al di fuori della Germania… e quale altra capitale da usare (dopo "Moskau") per i fan esagitati della Acciaieria Mobile Teutonica se non Parigi, città che ha accolto alla grande la band nei loro ultimi show?

Per quanto riguarda la grafica, Eugenio Recuenco (il fotografo) è un genio che ha saputo dare un'immagine d'impatto, fortemente scorretta, risultando inattaccabile e giocando sull'accennato: la tipa nuda nel dipinto-foto caravaggesco che è la copertina è viva o morta? Batterista e tastierista sono quindi dei necrofili intenti a pregustarsi la loro preda o no? La ragazza nel retro è fatta a pezzi o sono due ragazze addormentate (di una si vede il braccio, dell'altra la testa)? E soprattutto: quello sul tavolo nel retrocopertina è un cazzo di pane di Tossic-chiana memoria? Come potete immaginare dalla descrizione, il tutto è condito dal dubbio gusto tipico di questa band (e questo lavoro forse ne è l'esempio più lampante) e dalla voglia di shockare a tutti i costi che (occhio boys) stanca mooolto velocemente.

In fin dei conti: un nuovo album sulla scia di "Reise, Reise" e "Rosenrot". I Rammstein? Prenderli così o lasciarli. Io li prendo, fate voi. Non sarà il loro capolavoro, ma almeno non mi hanno fatto cadere i testicoli come l'ultimo degli Immortal!

Facebook Comments